Sono fuggiti da Prato, in Toscana, e “regno” della comunità cinese in Italia per fare tappa a Poggiomarino, nell’area vesuviana, che in termini numerici ospita la seconda “dimora” dei cittadini orientali nel Belpaese ma che è leader, invece, per le illegalità commesse appunto dalle persone originarie di “Pechino e dintorni”. Si tratta, nemmeno a dirlo, di quattro cinesi componenti di una banda a cui la polizia di Firenze sta dando la caccia da ormai un paio di settimane.

Su loro pende un mandato d’arresto per commercio di droga e reati sull’immigrazione. In sostanza i cinesi, tutti tra i 26 ed i 34 anni, oltre a spacciare sostanze stupefacenti nella Chinatown di Prato, avrebbero falsificato documenti ed assunzioni per vendere ai loro connazionali irregolari falsi permessi di soggiorno, o semplicemente per consentire ai clandestini di potere restare nel distretto tessile toscano. Gli agenti del commissariato fiorentino hanno una traccia su uno dei componenti della gang: un prelievo da un bancomat, in tutta probabilità riconducibile ad uno dei ricercati, effettuato proprio a Poggiomarino.

Si tratta di un elemento importante, poiché proprio nel triangolo Poggiomarino, Terzigno e San Giuseppe Vesuviano è presente una vasta comunità cinese, dunque è presumibile che i quattro, una volta scappati dalla Toscana, abbiano trovato rifugio presso connazionali proprio ai piedi del Vesuvio. In queste fasi le forze dell’ordine stanno controllando molti opifici della zona, cercando in tal senso almeno uno degli elementi della gang.

La difficoltà, tuttavia, sta proprio nello scovare le fabbriche spesso nascoste in sottoscala di cui neppure i residenti delle singole zone sono a conoscenza. La caccia alla banda, tuttavia, è appena scattata e quella del prelievo potrebbe rappresentare una mossa sbagliata.

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