Un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea è stata eseguita dai carabinieri nei confronti di 4 indagati, tra i quali figura Nicola Foria, ritenuto attuale reggente del clan camorristico attivo a Pomigliano d’Arco e nelle zone limitrofe.

I quattro indagati sono ritenuti responsabili, in concorso, dei reati di tentata estorsione e turbativa d’asta, con l’aggravante delle modalità mafiose. Secondo quanto emerso dalle indagini, svolte tra giugno e ottobre, gli indagati avrebbero tentato di entrare illecitamente in possesso di un immobile, oggetto di asta pubblica a seguito del fallimento della società proprietaria, turbandone il regolare svolgimento prima tentando di corrompere un imprenditore intenzionato a partecipare alla gara, attraverso l’intermediazione di un avvocato del foro di Nola, e successivamente minacciando lo stesso imprenditore in più occasioni con metodi mafiosi.

Nel corso dell’operazione sono stati sottoposti a sequestro preventivo 3 società operanti nel settore dell’edilizia e dei trasporti commerciali, 12 fabbricati, 4 terreni e 10 rapporti bancari riconducibili agli indagati per un valore complessivo di 5 milioni di euro. Gli arrestati e gli indagati sono: Nicola Foria, 57anni considerato reggente dell’omonimo clan di Pomigliano d’Arco; Tommaso Rega 53enne di Pomigliano d’Arco; Giuseppe Falco, 31 anni, di San Giuseppe Vesuviano e Luigi Esposito, avvocato 43enne di Marigliano per cui non è stata prevista misura cautelare ma soltanto il divieto di esercitare la professione.

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