Grande successo di pubblico per l’inaugurazione della sede sangiuseppese del movimento Rinascita Civile Vesuviana, avvenuta lo scorso lunedì in via Ceschelli 91. Ad aprire il dibattito sulla “Questione morale oggi” è stato il prete anticamorra don Aniello Manganiello, il quale, nel corso del suo appassionato intervento ha affermato: «La questione morale è un tema immenso e, purtroppo, ancora troppo sottovalutato, sia dalla chiesa, sia dalla politica. È necessario che la chiesa segua l’opera innovatrice di Papa Francesco, divenendo finalmente esempio di povertà e umiltà, non ne possiamo più di questi alti prelati che vivono in palazzi principeschi. Preti e politici vadano in strada ad aiutare i più deboli e bisognosi. Il riscatto passa attraverso tutti questi giovani che vedo in sala: a loro dico di stimolare la loro coscienza critica e di continuare a “rompere le scatole” ai politici che non fanno il loro dovere».

Dopo Don Manganiello, la parola è passata al Presidente dell’Ordine degli avvocati di Nola, Francesco Urraro, il quale ha sottolineato «la necessità di non mitizzare in alcun modo esempi negativi, e di riscoprire le potenzialità insite nei nostri territori. Per risollevarci, occorre una vera e propria “Rinascita Civile”, ed il ruolo di associazioni come questa, in tal senso, sarà fondamentale». Il professor Giuseppe Cutolo, membro del direttivo di RcV, ha invece insistito su «gli ormai insostenibili costi sociali dei fenomeni di corruzione e sulla conseguente necessità di valorizzare la questione morale, magari costruendo un osservatorio permanente a tal proposito».

Gavino Nuzzo, direttore amministrativo dell’UniPegaso, ha invece sottolineato «l’importanza di rifarsi agli ideali che hanno animato il nostro passato, in particolar modo a quell’impegno civico che ha caratterizzato diversi movimenti degli anni sessanta e settanta».

Chiosa finale del Presidente di RcV, Francesco Giugliano: «Siamo qui per rompere con un certo passato, non ne possiamo più di vedere ancora sulla scena politica sangiuseppese diversi personaggi sciolti per infiltrazioni camorristiche. La rivoluzione passa attraverso ognuno di noi cittadini, riscopriamo una dimensione etica della vita pubblica e perseguiamo il bene comune nel nostro piccolo, solo così potremo creare una nuova classe dirigente vesuviana che sia compiutamente al passo con i tempi».

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