Niente condono edilizio a Somma Vesuviana, dove nonostante l’apertura dei termini sono state respinte molte domande per mettersi in regola, dietro pagamento di un contributo, con la sanatoria. E tra le fattispecie esaminate rientrano due casi davvero particolari a cui i dirigenti del settore della città ai piedi del Vesuvio hanno imposto di ripristinare lo stato dei luoghi entro 90 giorni, pena l’arrivo delle ruspe.

La prima circostanza riguarda l’area a Nord della città e si tratta addirittura di un immobile costruito nel 1995 e che quindi potrebbe rientrare all’interno dei condoni riaperti dalla Regione Campania. Tuttavia, secondo gli uffici competenti, l’immobile è stato realizzato in pieno Parco Nazionale del Vesuvio, area dunque protetta dal vincolo paesaggistico. Si tratta di una palazzina in via Santa Maria a Castello e che prese forma da un rudere.

Il secondo caso, invece, è stato evidenziato in via Rosanea, sempre intorno agli anni ’90. Ma stavolta il fabbricato è stato costruito in piena area agricola, dove inoltre gli operai dell’Anas stanno realizzando il raddoppio di carreggiata e la messa in sicurezza della Statale 268 dei Paesi Vesuviani, laddove insomma verranno costruite bretelle e punti di accesso. Anche in questo caso ci sono tre mesi per rimettere in ordine le cose al fine di evitare l’arrivo delle ruspe.

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