Usucapione, non esiste il “diritto a parcheggiare”


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Si può acquistare il diritto a parcheggiare sul fondo di un vicino per usucapione, cioè dopo averlo fatto in modo indisturbato per 20 anni? No, non si può acquistare per usucapione il solo diritto a parcheggiare. E se il vostro vicino ha sempre beneficiato del posto auto sulla vostra proprietà senza averne titolo, potete agire per impedirglielo. Ma attenzione.



Quello al parcheggio potrebbe genericamente qualificarsi come un diritto di servitù, cioè quel diritto che ai sensi dell’art. 1027 del codice civile consiste “in un peso imposto su un fondo (cosiddetto servente) per l’utilità di un altro fondo” (cd. fondo dominante) . Tuttavia tale diritto nasce in relazione al fondo e non ai proprietari. Come ha più volte chiarito la Corte di Cassazione il nostro sistema giuridico non conferisce ai privati il potere di costituire servitù meramente personali, cioè servitù che non danno un vantaggio al fondo direttamente ma bensì del singolo proprietario di quest’ultimo. L’utilitas che giustifica la costituzione di una servitù non è finalizzata al soddisfacimento di un interesse personale del titolare della servitù bensì alla realizzazione di un vantaggio destinato oggettivamente al fondo dominante. Secondo costante interpretazione della Suprema Corte, il diritto di parcheggio di autovetture è espressione di un possesso a titolo di proprietà del suolo e non anche estrinsecazione di un potere di fatto riconducibile al contenuto di un diritto di servitù (sent. n. 8137/2004).

Inoltre se è vero che il nostro ordinamento prevede la possibilità che anche le servitù prediali possano acquistarsi per usucapione (art. 1031 del codice civile), lo stesso nega che tale diritto possa acquistarsi qualora la servitù sia “non apparente”. Vale a dire che quando non ci sono opere visibili e permanenti inequivocabilmente destinate all’esercizio della servitù, la stessa non può acquisirsi per usucapione. E la semplice sosta dei veicolo sul suolo non è configurabile come “opera permanente” (Cass.2013, n. 5769).

Questo significa che se il proprietario del fondo dominante cede la sua proprietà, non potrà trasferire anche il diritto a parcheggiare sul fondo altrui. Attenzione però perché il parcheggiante “pseudoabusivo” anche se non potrà ottenere il semplice diritto alla sosta delle proprie autovetture potrà sempre richiedere il riconoscimento dell’usucapione del diritto di proprietà su quella porzione di fondo altrui usata come parcheggio. E sarà onerato di provare che si è trattato di un possesso continuo, ininterrotto, pacifico e pubblico corrispondente all’esercizio della proprietà. *Avvocato (mail: ae-emiliano@hotmail.it)

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