«La situazione è anomala perché noi siamo costretti a lavorare mentre c’è il segreto istruttorio sulle indagini». Lo ha detto l’avvocato Roberto Rigoni Stern difensore di Giosuè Ruotolo, il 26enne di Somma Vesuviana indagato per il duplice omicidio della coppia di fidanzati Teresa Costanza e Trifone Ragone, uccisi a Pordenone nel marzo scorso riguardo alle tracce trovate sulla cintura dell’auto delle vittime.

«Non ci sono elementi che riconducano a tracce ematiche», ha ancora detto il legale difensore. E sulla figura della ragazza che lavorava con Giosuè e Trifone: «Gli inquirenti sentiranno ancora la soldatessa ma non ci sono elementi che riconducano a rapporto. Non vi erano relazioni affettive né relazioni clandestine».

ruotolo trifone