Delitto di Pordenone, sequestrata collezione di armi d’epoca al papà di Giosuè

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Ci sono stati altri due indagati nell’indagine sull’omicidio di Teresa Costanza e Trifone Ragone: sono gli altri due ex commilitoni, ma le loro posizioni sono state subito archiviate. Ma le novità, riferite in diretta a “Pomeriggio 5” non finiscono qui. «Abbiamo saputo che una signora smentisce la versione di Giosuè Ruotolo – dice Ilaria Dalle Palle, inviata della trasmissione – e racconta che il caporal maggiore e le due vittime, contrariamente a quanto affermato da Ruotolo, spesso uscivano insieme dopo la palestra e venivano a fare l’aperitivo nel suo locale».

Gli inquirenti, inoltre, avrebbero trovato a casa della famiglia di Ruotolo una collezione di armi d’epoca simili a quella considerata l’arma del delitto. «Se dovessero scoprire l’eventuale mancanza di un’arma da questa collezione – dice Carmelo Abbate, giornalista e ospite in studio – per Ruotolo si metterebbe male».

Intanto è  in programma per martedì prossimo l’interrogatorio di Giosuè Ruotolo, indagato per il duplice omicidio dei fidanzati di Pordenone. Lo si è appreso dai legali del militare. L’indiscrezione è stata confermata dalla Procura della Repubblica di Pordenone. Sarà la prima volta che il commilitone ed ex coinquilino di Trifone Ragone risponderà agli investigatori in veste di indagato: le tre volte precedenti era sempre stato ascoltato semplicemente come persona informata sui fatti.

Per martedì, c’è la convinzione che siano già disponibili anche i primi riscontri degli esami eseguiti dai Ris di Parma sulla presenza di eventuali tracce sulla pistola che ha fatto fuoco, rinvenuta nel laghetto del parco di San Valentino e già individuata come l’arma del delitto.

giosuè ruotolo

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