«Non mi sono mai recato nella loro abitazione prima del tragico evento per cene o altro e dopo il trasferimento di Trifone i nostri rapporti erano rimasti di cortesia», lo dice in una lettera inviata a Quarto Grado, Giosuè Ruotolo, unico indagato per l’omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza. Nella missiva Ruotolo smentisce anche l’ipotesi di un debito tra lui e Trifone.

«Sono dispiaciuto per una mia presunta richiesta di 25 euro alla famiglia Ragone che mi sarebbero stati dovuti per il saldo di un pregresso debito del mio commilitone Trifone. Preciso nel modo più assoluto di non aver mai compiuto una tale richiesta e ritengo offensivo attribuirmi un fatto di così basso valore morale», scrive ancora il militare 26enne di Somma Vesuviana.

Il commilitone di Trifone conclude così la sua lettera: «Provo rispetto nei confronti della famiglia Ragone per l’immenso dolore che la stessa sta vivendo. Chiedo nel contempo che sia rispettato anche il dolore mio e dei miei familiari per il coinvolgimento in questa triste vicenda della quale mi sono da sempre ritenuto estraneo».

giosuè ruotolo