Uccide uomo a calci e pugni, arrestato 23enne di Poggiomarino: è il figlio di Martino Galasso

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Una parola di troppo verso la fidanzata e scatta il raptus omicida. È una storia di violenza incontrollata quella che ha portato all’arresto da parte dei carabinieri di Sabato Louis Francesco Battaglia, di 23 anni, accusato dell’omicidio di Federico Venzi, 43 anni originario di Roma ma residente a Caprarola, vicino Viterbo.

L’uomo era stato trovato agonizzante, in una pozza di sangue, sabato notte per strada da alcuni passanti che poi hanno dato l’allarme. Portato all’ospedale di Belcolle intorno alle 4.30 del mattino, è poi morto a seguito delle lesioni riportate. Il giovane che l’ha ucciso non è però uno qualunque: è infatti il figlio di Martino Galasso, pentito suicida a settembre del 2011, e proprio per questo il 23enne aveva cambiato identità quando la famiglia si era trasferita da Poggiomarino, città originaria del clan di camorra, nella provincia viterbese.

Una vicenda, quella di sabato notte, iniziata durante una serata come tante a Viterbo. Una coppia di fidanzati cammina nella zona di via Aldo Moro, poco prima della rotatoria, quando viene avvicinata da due uomini. Uno di loro, visibilmente ubriaco, è Venzi che comincia ad urlare e farfugliare frasi incomprensibili in direzione dei due. Battaglia, quindi, si allontana con la ragazza ma l’uomo li segue per circa cento metri e continua a molestarli verbalmente. A quel punto, hanno ricostruito i carabinieri, il giovane si volta e comincia a colpire violentemente al volto Venzi, che era in compagnia di un cittadino marocchino. Il giovane scarica sull’uomo una serie pugni che lo fanno crollare a terra. Poi si accanisce sul corpo continuando a massacrare di botte Venzi, procurandogli ferite anche alla trachea.

Subito dopo, con l’uomo riverso a terra in una pozza di sangue, Battaglia e la sua fidanzata si allontanano. I carabinieri del comando provinciale di Viterbo, diretti dal colonnello Mauro Conte, grazie anche alle testimonianze di alcuni passanti e dello stesso cittadino marocchino, sono riusciti a rintracciare il giovane. Sulle sue mani erano ancora evidenti i segni della violenta colluttazione. In sua compagnia c’era anche la ragazza.

Amici e parenti hanno tentato per un po’ di ostacolare le indagini dei carabinieri in una sorta di silenzio omertoso ma poi si sono arresi all’evidenza delle accuse dei militari. Battaglia è stato, quindi, condotto nel carcere di Mammagialla. Il pm Massimiliano Siddi della procura di Viterbo gli contesta il reato di omicidio volontario.

Solo oggi è emerso che Battaglia era il figlio di Martino Galasso, considerato uno spietato killer che, però si rifiutò di uccidere suo fratello Pasquale, già pentito. Trasferito a Viterbo sotto copertura, cioè sotto false generalità, vi rimase anche quando terminarono i termini del programma  di protezione. Poi l’epilogo il 28 settembre 2011, quando si impiccò alla ringhiera di casa. La sua famiglia decise comunque di restare nel Lazio, ed ora questo nuovo gravissimo fatto di cronaca.

figlio galasso

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