Nessuno tocchi gli angeli del deserto: per Enza e tutte le donne vittime degli uomini

58

Il caso di Enza Avino continua a fare commuovere ed arrabbiare: domani ci sarà la fiaccolata a Terzigno. Ospitiamo una riflessione di Francesco Giugliano, presidente di Rinascita Civile Vesuviana

Picchiate, umiliate, sfigurate, derise, uccise. Stiamo parlando di donne, le nostre donne, le nostre sorelle, madri, mogli, fidanzate, amiche. Non passa giorno senza che una di loro venga oltraggiata, e i colpevoli sono sempre gli stessi, gli uomini. Vittime indifese finite nella tela del ragno, imprigionate da quello che sembrava amore e, invece, era solo il possesso più bieco. Perché loro, le donne, all’amore credono a prescindere, hanno l’innata virtù di intravedere fiori laddove gli altri, gli uomini, vedono solo siccità. Perciò si innamorano, fosse anche dell’uomo sbagliato,poco importa, si concedono senza remore, convinte di abbandonarsi tra le braccia di un sogno. Perché l’uomo mente, ha imparato a fingere alla perfezione pur di arrivare al suo scopo, l’uomo ormai mima l’amore quasi alla perfezione. Ed ecco che, quell’uomo dai modi gentili e dalle mille attenzioni, all’improvviso mostra il suo volto nascosto, quello più vero e al tempo stesso più infausto. Il sogno si ribalta, comincia ad assumere tutti i contorni dell’incubo ed è reale, tremendamente reale.

Si comincia con qualche scenata di gelosia, magari del tutto insensata, ma lei, la donna, tenera e generosa, ha imparato a perdonare, è disposta a tutto pur di non intaccare il sogno, il suo sogno d’amore. Ma poi arrivano gli insulti, i primi schiaffi, le lacrime che scendono sorde e si mischiano al sangue che cola, il sogno si infrange e sopraggiunge la realtà, un incubo ad occhi aperti. Lei, affranta, finalmente si allontana da lui, ma la persecuzione continua: cominciano gli appostamenti, le calunnie,le telefonate nel bel mezzo della notte, le aggressioni fisiche e verbali. Spesso, troppo spesso, finisce in tragedia. L’orco stritola il fiore, quell’uomo, che sembrava tanto gentile, che sembrava essere finalmente “quello giusto”, si rivela il carnefice che soffoca nel sangue il suo inappagabile bisogno di possesso.  Lui avrebbe dovuto proteggerla e preservarla dalle insidie della vita e del tempo, invece l’ha uccisa, spegnendo la luce del sogno, la luce dell’amore. Gli uomini, noi uomini, dovremmo avere cura delle nostre donne senza pretendere nulla in cambio; perché basta solo la loro presenza, un loro sorriso, un loro semplice e inconfondibile sguardo, per rischiarare il buio più nero.

Le donne sono la traccia che può condurci fuori dal tunnel, il volto gentile del nostro cielo. Soprattutto oggi, che brancoliamo nel buio, tra incertezze e paure, persi in un’epoca che fagocita valori e dignità, abbiamo bisogno delle donne, delle nostre donne. Loro sanno come fare, mettiamoci nelle loro mani e proteggiamole, diamo loro tutta la fiducia che non hanno mai avuto, e ci porteranno fuori da questo deserto che ci circonda. Sì, loro riusciranno a far fiorire questo maledetto deserto, perché sono angeli, i nostri angeli. Nessuno tocchi gli angeli del deserto, nessuno. *presidente Rinascita Civile Vesuviana       

mostro enza terizgno  

Vuoi restare sempre aggiornato sulle notizie della tua città? Iscriviti al nostro servizio Whatsapp CLICCA QUI PER SCOPRIRE COME FARE




SHARE