Fiaccolata per Anatoliy, fiume di persone in strada. Il vescovo: «La famiglia ci perdoni»


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Il giorno dopo l’arresto dei due presunti assassini di Anatoliy Korol, il 38enne ucraino ucciso lo scorso sabato mentre cercava di sventare una rapina in un supermercato di Castello di Cisterna, il paese lo ricorda con una messa ed una fiaccolata silenziosa che si è conclusa proprio davanti al luogo del delitto. Oltre un migliaio le persone che hanno partecipato alla manifestazione organizzata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Clemente Sorrentino, e che ha voluto dare un segnale della presenza dello Stato facendo fare sosta al fiume di persone, proprio tra i quartieri della Cisternino e della 219, zone di residenza di Gianluca Ianuale e Marco Di Lorenzo, che ieri, dopo l’arresto, hanno confessato l’omicidio ai carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna.



«Chiediamo perdono alla famiglia di Anatoliy per il dolore procurato – ha detto il vescovo di Nola, Beniamino Depalma nel corso della messa celebrata nella chiesa di San Nicola – noi siamo poveri di umanità. Abbiamo creato una società senza cuore, dove l’uomo non vale nulla. Da forestiero, Anatoliy ci ha insegnato il senso della vita, dicendo no all’ingiustizia. E anche noi dobbiamo dire basta all’illegalità, all’omertà».

Alla santa messa è seguita la fiaccolata silenziosa, alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il sottosegretario alla Difesa, Gioacchino Alfano, il generale Antonio De Vita, comandante provinciale dei carabinieri, il comandante del gruppo della Guardia di finanza di Torre Annunziata, Carmine Virno, il viceprefetto di Napoli, Biagio del Prete, Franco Malvano in rappresentanza della Regione Campania ed i sindaci di molti comuni della provincia di Napoli, che indossavano la fascia tricolore.

Il corteo, che si è snodato per le strade cittadine indicato da coccarde con i colori dell’Italia e dell’Ucraina, era guidato da un gruppo di bambini delle scuole del posto, che sostenevano uno striscione con la scritta “no alla violenza, grazie Anatoliy”. Il fiume di persone si è fermato davanti alla casa del muratore eroe, dove la moglie tornerà a vivere dal prossimo 18 settembre, per consentire alla figlia 15enne di frequentare il primo anno delle scuole superiori.

La donna, insieme con le due figlie, la 15enne e la più piccola, che era insieme al papà il giorno dell’omicidio, si trova ora in Ucraina per i funerali del marito. Il corteo si è concluso davanti al supermercato Piccolo di via Selva, dove una donna della comunità ucraina ha letto una poesia in ricordo del proprio connazionale.

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