Enza e Nunzio, un “amore criminale” con morte annunciata: chi controlla gli stalker?

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Secondo il gip era un uomo violento ed incline a non rispettare le regole. Questo aveva scritto a luglio quando Nunzio Annunziata venne arrestato per stalking dopo l’ennesima denuncia della povera Enza Avino. Ma non bastò, perché poco dopo il giudice del Riesame scelse di liberarlo e semplicemente di “impedire”, attraverso le carte, al 37enne di avvicinarsi alla sua vittima. Ma, come spesso avviene in questi casi, l’uomo non solo non ha rispettato la misura, anzi. Insomma conosciamo purtroppo tutti com’è andata a finire. Enza non c’è più, uccisa dalle pallottole esplose da Nunzio.

“Amore Criminale” a Terzigno, quello di cui parla una volta a settimana un noto format di RaiTre. Eppure di casi simili a quello di Enza ne esistono centinaia: stalker, gelosia, nessuna resa ad una storia finita. Le cronache, negli anni, si riempiono di fatti simili. Ma ci sono giudici che continuano, e chissà quanto a cuor leggero, a scarcerare chi si fa prendere da questa mania ossessiva di perseguitare sino alla violenza estrema la donna che si dice di amare.

Non ci risulta sinora che i giudici coinvolti nei casi simili abbiano pagato con problemi alle loro carriere: tantomeno con eventuali “guai” giudiziari. Ovviamente quel giudice non poteva essere sapere che quella scelta avrebbe portato all’efferato omicidio. Ma spinti dal clamore e dall’impatto emotivo del fatto di Terzigno, è lecito chiedersi perché un giudice, quando firma per la scarcerazione di uno stalker, non si faccia venire in mente i casi terribili come quelli di Enza, e decida di approfondire ulteriormente le sue “ricerche”.

Insomma, possibile che non ci sia modo per difendere le donne dalla morte o da altre azioni come essere sfigurate dagli acidi? Essere definito “stalker”, perseguitare una persona, mostra chiaramente un difetto di carattere psicologico. Possibile che non possa costringere gli individui pericolosi ad affrontare un percorso obbligatorio magari anche soltanto in libertà vigilata? Quando una donna muore come è successo alla povera Enza, noi tutti ci sentiamo impotenti.

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