Delitto dei fidanzati di Pordenone: sequestrati telefoni, pc e PlayStation di Ruotolo

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Sono stati avviati gli accertamenti sui supporti informatici dell’indagato per il duplice omicidio dei fidanzati di Pordenone. I periti hanno iniziato le verifiche su Pc, telefoni e PlayStation di Giosuè Ruotolo, il militare di 26 anni indagato per il delitto. Ruotolo, secondo quanto ha riferito il difensore Roberto Rigoni Stern, sarà domani nel suo studio di Vicenza per concertare la strategia difensiva e per fissare la possibile data dell’interrogatorio cui intende sottoporsi volontariamente.

In ogni caso l’interrogatorio sarà successivo al responso definitivo delle analisi su casa e auto – avvenuti ieri e inviati ai Ris di Parma – e di quelli informatici. Nel frattempo gli investigatori stanno lavorando sulla pistola Beretta 7.65 rinvenuta nel laghetto del parco di San Valentino e che la perizia balistica ha stabilito essere l’arma che ha fatto fuoco uccidendo i fidanzati fuori dal palazzetto dello sport. Sulla possibile associazione con il profilo dell’indagato gli investigatori mantengono il riserbo più stretto anche se, da quanto filtrato, gli esami sarebbero a buon punto.

«Sono fiducioso sul fatto che si possa presto arrivare ad archiviare la posizione del mio assistito, la Procura sta procedendo con prudenza e serietà». Lo ha detto nel corso di una intervista in diretta a Radionorba l’avvocato Roberto Rigoni Stern, legale di Giosuè Ruotolo, unico indagato nell’inchiesta sul duplice omicidio dei fidanzati di Pordenone. «È un’indagine molto delicata – ha detto Rigoni Stern – perché stiamo acquisendo ulteriori informazioni anche dalle consulenze che sono state ordinate dalla Procura, di cui una che si è svolta ieri. Io oggi sono a Pordenone per ulteriori accertamenti che riguarderanno supporti informatici e telefonini».

«Non vi sono riscontri che possano giustificare la misura della restrizione della libertà personale dell’indagato – ha detto ancora – Siamo fiduciosi che gli ulteriori accertamenti che vorrà ordinare la Procura possano determinare la base idonea per archiviare questo procedimento. La ricostruzione secondo cui esistono delle immagini sulla presenza dell’auto del mio assistito – ha detto il legale – sono ricostruzioni giornalistiche perché non ci è stato possibile formulare ipotesi o analizzare eventuali immagini di fotocamere a circuito chiuso presenti nella zona. Ora mi è veramente difficile capire cosa abbia indotto la Procura a ipotizzare la presenza di Ruotolo sul luogo del delitto quella sera. Stiamo chiedendo di leggere i verbali e riesumare informazioni in rete dal Ruotolo, tutti elementi secretati. Potremo così poi chiedere l’interrogatorio per chiarire la sua posizione».

«È difficile formulare qualsiasi ipotesi perché c’è il segreto istruttorio. Per quanto riguarda il movente – ha proseguito – stiamo cercando di capire cosa abbia nella testa la Procura per poter evidenziare quali sono le prove e gli indizi eventuali. Il movente manca perché quello che è certo è che i ragazzi avevano rapporti cordiali e non vi è motivo per ritenere che vi fosse un’azione ritorsiva da parte del Ruotolo nei confronti del suo commilitone».

giosuè ruotolo

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