Secondo due vulcanologi tra il Vesuvio e i Campi Flegrei Vesuvio ci potrebbe essere una eruzione a breve. In uno studio pubblicato su “Nature”, due vulcanologi italiani, Giuseppe Mastrolorenzo e Lucia Pappalardo, tornano a lanciare l’allarme circa le condizioni del vulcano che sovrasta il Golfo di Napoli: una sacca di magma ospitata in una caldera a una profondità di 10 chilometri tra il Vesuvio e i Campi Flegrei potrebbe risalire in superficie dando luogo ad una pericolosissima eruzione.

«Nonostante gli allarmi lanciati da studiosi e scienziati di tutto il mondo i vertici della Protezione Civile Nazionale guidati prima da Bertolaso e poi da Gabrielli non hanno realizzato o aggiornato i piani di evacuazione – accusa il consigliere regionale di Davvero Verdi, Francesco Emilio Borrelli che è stato anche assessore provinciale alla protezione civile molto critico con i vertici nazionali e la loro inattività – anche dopo innumerevoli richieste. Il Piano del Vesuvio non è stato mai aggiornato in modo concreto informando le popolazioni locali. Quello dei Campi Flegrei non esiste per non parlare di quello di Ischia mai neanche ipotizzato. Invece il ministero dell’Ambiente vorrebbe autorizzate trivellazioni per realizzare impianti geotermici in zone come i Campi Flegrei ad altissima densità abitativa o mete turistiche. Le popolazioni locali invece di sapere come fuggire in caso di emergenza devono fare a nostro avviso e secondo molti scienziati le cavie per pericolosissimi esperimenti che potrebbero causare reazioni a catena devastanti. Con la Regione Campania ci faremo promotori di un new deal affinché i piani vengano realizzato. Nelle more è impensabile trivellare o fare esperimenti pericolosi nelle caldere dei vulcani».

Sono 70 anni, scrive huffingtonpost.it, che il Vesuvio è silente, ma secondo I due vulcanologi italiani una sacca di magma ospitata in una caldera tra il Vesuvio e i Campi Flegrei potrebbe risalire in superficie dando luogo ad una pericolosissima eruzione. Tra il 2000 e il 2012 nella zona il suolo si sarebbe sollevato di almeno 20-30 centimetri. Un dettaglio preoccupante, che è stato accompagnato da una sequenza di micro terremoti, nuovi fumaroli ogni giorno e da ripetuti fenomeni dell’ormai famoso bradisismo flegreo (sollevamento ed abbassamento del terreno). Un quadro inquietante, collocato in un’area fortemente a rischio, dove vivono oltre tre milioni di persone. Nonostante la rete di monitoraggio delle attività vulcaniche sia molto sviluppata, gli esperti sottolineano la necessità urgente di un nuovo piano d’emergenza.

vesuvio allarme