«In questa caldissima estate la dirigenza dell’Eav sta dando un’ulteriore prova della propria scarsa capacità di dirigere e soprattutto di programmare. In un periodo in cui notoriamente, a causa della chiusura delle scuole e di molte fabbriche ed attività produttive, si riesce a gestire meglio i treni per poter potenziare il servizio ferroviario per le località turistiche e marine, ci ritroviamo con gli stessi, se non addirittura maggiori problemi rispetto alla scorsa estate, a riprova del fatto che determinate scelte sono state perdenti e fallimentari». L’accusa arriva dal sindacata Orsa, che insiste: «Il direttore generale, Valeria Casizzone, a giugno 2014 intese sostituire tutto lo staff di funzionari e dirigenti che avevano dovuto sopportare il peso di gestire il settore trasporto di un’azienda ferroviaria in assoluta mancanza di risorse per le manutenzioni dei treni, forse riteneva che essi non fossero capaci, forse non li riteneva funzionali alla visione aziendale che aveva, forse non erano stati abbastanza accondiscendenti verso certe sue scelte».

«Oggi a distanza di 14 mesi dalla rimozione di quelle persone e dopo l’arrivo di decine e decine di milioni di euro per le manutenzioni, coloro che li hanno sostituiti non sono stati capaci di offrire un servizio migliore all’utenza col numero di treni in circolazione praticamente uguale, se non inferiore in certi periodi, all’estate dell’anno scorso – continua la sigla – Non hanno saputo programmare le manutenzioni dei condizionatori nelle cabine di guida dei treni, costringendo i macchinisti a lavorare in ambienti in cui la temperatura supera tranquillamente i 40 gradi . A questi ed ad altri dirigenti, pare, che l’ex amministratore unico, Nello Polese, avesse promesso di riconoscergli un premio di risultato, ma a ben guardare, non sappiamo proprio quale sia il risultato che essi abbiano potuto ottenere e, senza entrare nello specifico delle cifre che si sentono, non riteniamo assolutamente possibile che un’azienda di trasporto seria possa pensare di premiare dirigenti che non hanno prodotto benefici per essa, per gli utenti e per i lavoratori, se poi a ciò aggiungiamo che non hanno ancora saputo organizzare un efficace ed efficiente servizio di controlleria per arginare l’evasione tariffaria ed aumentare gli incassi aziendali».

Il sindacato Orsa confida che il Consiglio di Amministrazione, da poco nominato «ponga presto rimedio a questi e ad altri errori di gestione, che oltre a danneggiare l’immagine di un’azienda che era un’eccellenza italiana, se non europea, ne hanno danneggiato le casse con scelte non oculate, sia in merito alle spese, che per incrementare gli incassi».

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