Prova soddisfacente del Napoli in quel di Latina, per l’ultimo test amichevole prima del campionato. Domenica 23 a Reggio Emilia contro il Sassuolo, si farà sul serio, intanto la gara in terra pontina può certamente far sorridere Sarri e i tifosi. L’avversario non era certamente dei più ostici, ma la scelta del mister toscano è parsa congeniale per fare tutt’altra partita rispetto a quella vista ad Oporto, contro i forti lusitani.

Una compagine di discreto valore della nostra Serie B, arroccata in difesa, e un Napoli costantemente nella metà campo nerazzurra, ma anche attento a non concedere ripartenze e a non commettere disattenzioni in fase di non possesso. Se contro il Porto si è registrata la fase difensiva, a Latina si è dato maggior peso alla fase propositiva, ma con un occhio e più, a quel famoso equilibrio, di cui abbiamo già parlato.

La missione è perfettamente riuscita, il Napoli ha creato un’infinità di azioni pericolose, nella ripresa ha sbloccato il match e ha dilagato, e solo le parate del portiere di casa, hanno evitato un passivo più pesante. Bene anche l’intero congegno difensivo, con Reina spettatore per un’ora, e straordinario in una sola occasione, su un tiro da fuori. Avere un portiere significa questo: un tiro subito, zero gol al passivo. Bene il lavoro del centrocampo, filtro continuo e insistita verticalizzazione. In avanti solita qualità e fantasia, con tante giocate di livello assoluto, in qualche circostanza si pecca di cinismo a vantaggio di un’eccessiva leziosità.

Sui singoli: bene Chiriches, una sola volta si lascia saltare, ma è bravo a recuperare, Albiol poco impegnato; Hysaj (a destra nel primo tempo, a sinistra nella ripresa) timido in fase di spinta, attento in fase di contenimento; Ghoulam si è proposto molto; nella ripresa si rivede Strinic e Maggio va a procurarsi finanche un rigore. Bene la linea mediana, con Hamsik che accanto a qualche errore in fase di appoggio, è sempre nel vivo del gioco e ha il merito di sbloccare la gara; Valdifiori solito geometra, Allan combattivo, cresce di condizione e migliora costantemente; nella ripresa Jorginho (per Valdifiori) e David Lopez (per Hamsik) non dispiacciono, l’italo-brasiliano dimostra di essere lui uno dei rigoristi della squadra.

Capitolo attacco: Higuain fuori forma e ancora nervosetto, Callejon a sprazzi, come lui Insigne, il ruolo di trequartista non è facile, lui ha le qualità tecniche per farlo, meno quelle fisiche, alterna giocate deliziose (l’assist sulla sinistra a Hamsik) a momenti di buio (finale di primo tempo). Nella ripresa Mertens, funambolico, a tratti imprendibile, El Kaddouri entra e fa doppietta, su di lui la nostra l’abbiamo già detto dopo Oporto, ben venga in questa rosa. Gabbiadini subentra ad Higuain, gioca da prima punta, tocca pochi palloni, ma questo ragazzo ha una capacità realizzativa straordinaria, grazie ad una capacità balistica che hanno in pochi.

Proprio in avanti potrebbe sorgere un problema, dovuto all’eccessiva quantità di giocatori. Per la maglia di seconda punta sono in lizza Mertens, Callejon e Gabbiadini, il solo che può fungere anche da prima punta, un ruolo dove però Higuain appare intoccabile. Pur se a malincuore e con enorme rammarico, appare logico osservare che una situazione simile può rappresentare un rischio enorme nello spogliatoio (le dichiarazioni del procuratore di Gabbiadini prima, quelle dell’agente di Mertens poi, sono solo un primo campanello d’allarme). È lecito chiedersi se una società debole mediaticamente come è il Napoli, sempre incapace di reagire ai continui attacchi di stampa locale e nazionale, sia in grado di gestire una situazione tanto delicata.

Esiste un’alternativa tattica: giocare con due mezzepunte dietro Higuain, in quel caso in 4 si giocherebbero due maglie, e la concorrenza sarebbe più gestibile. Ben vengano le coppie in tutti i ruoli, ben vengano coppie quanto più ben assortite possibili, ma in tre, tutti di alto livello, per una maglia, appare troppo. Il rischio c’è, magari val la pena provarci, purché categoricamente non ci si privi di uno dei principali giovani calciatori italiani, sarebbe un suicidio di immani dimensioni.

Precampionato ormai agli sgoccioli, il riposo del tifoso volge al termine; poco più di una settimana e si fa sul serio, il cuore torna a battere, l’adrenalina a scorrere, e magari tornano gli articoli sentimentali, benché quest’anno ci siamo ripromesso di far vincere la componente razionale. Soliti buoni propositi (pre)settembrini.

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