Il superboss Pasquale Scotti davanti ai giudici brasiliani, tempi lunghi per l’estradizione


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L’ex boss della Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo, Pasquale Scotti, e killer del clan prima di cambiare completamente vita oltreoceano, è stato ascoltato l’altro ieri a Brasilia dai giudici del Supremo Tribunal Federal, l’equivalente della Corte costituzionale italiana. Il giudice della Corte suprema, Luiz Fux, ha sentito Pasquale Scotti e sta analizzando la richiesta di estradizione emessa dalle autorità italiane.



L’ex primula rossa della vecchia camorra è stato arrestato lo scorso maggio a Recife, nel nord-est del Paese sudamericano, dopo una latitanza durata quasi 31 anni. Aveva un’altra identità, lavorava come piccolo imprenditore e viveva con una donna, ignara di tutto, dalla quale ha avuto due figli. È la seconda volta, dopo l’arresto, che Pasquale Scotti compare davanti ai giudici brasiliani. Il 20 giugno c’è stata la prima udienza a Recife, dove è accusato della falsificazione dei documenti grazie ai quali era diventato un uomo invisibile.

È il primo atto di una procedura giuridica che presumibilmente in tempi lunghi lo riporterà in Italia. Prima dell’estradizione infatti, il 57enne originario di Casoria secondo i suoi difensori dovrebbe essere processato e giudicato per i reati commessi nella sua nuova patria.

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