Era soggetto all’obbligo di firma presso la caserma dei carabinieri proprio perché venne precedentemente beccato a rubare un’automobile: ma la misura cautelare alternativa non l’ha fermato ed è tornato “al lavoro” l’altra notte, sempre a Poggiomarino, riuscendo ad aprire e ad accendere una Fiat Uno bianca. Insomma, reticente e spregiudicato, al punto da non fare molto per evitare di finire nuovamente tra le mire dei militari dell’Arma.

Insomma, stavolta il 43enne Mustapha Lahamar, marocchino senza fissa dimora e che sopravvive in alcuni casolari della città vesuviana, è finito nel carcere di Poggioreale con l’accusa di furto aggravato, e con l’aggiunta di resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo, infatti, intorno alle 2,30 della notte tra giovedì e venerdì si è intrufolato nella vecchia Uno parcheggiata in via Sorrentino a Poggiomarino, riuscendo a mettersi in fuga nonostante un familiare del proprietario fosse stato attirato dal motore acceso dell’autovettura. Da qui, naturalmente, è scattata la caccia al ladro. Dall’abitazione, infatti, è partita la chiamata ai carabinieri della locale stazione, con le vittime che hanno anche fornito una descrizione sommaria dell’individuo autore del furto.

Tra le indicazioni anche quella che si trattava presumibilmente di uno straniero di chiara etnia nordafricana: insomma, tutto ha lasciato pensare alle forze dell’ordine che ad agire potesse essere stato proprio Lahamar, personaggio noto e specialista nell’avviare vetture ferme che poi in tutta probabilità consegna su commissione a chi necessita di pezzi di ricambio per qualche centinaio di euro di ricompensa. Gli uomini del maresciallo Andrea Manzo si sono subito messi alla ricerca e nella zona di via Turati hanno rintracciato una Fiat Uno bianca: una volta fatte partire le sirene si sono avvicinati ed hanno appurato che la targa era proprio quella dalla macchina rubata. A questo punto i carabinieri hanno imposto l’alt al marocchino che tuttavia ha continuato la sua marcia, che si è arrestata in via Diaz, appena poco dopo il confine con San Giuseppe Vesuviano.

A questo punto il 43enne ha provato l’ultima arma a sua disposizione: la fuga a piedi scavalcando un muretto, nel vano tentativo di provare a scoraggiare i militari dell’Arma che intanto avevano recuperato il veicolo rubato. Niente da fare, però, perché le forze dell’ordine hanno inseguito il ladro seriale di auto e lo hanno acciuffato sostanzialmente sul fatto. Lahamar è stato portato in caserma nel cuore della notte, mentre la Fiat è stata immediatamente restituita ai legittimi proprietari.

Per l’extracomunitario, con una serie di precedenti specifici, si sono dunque aperte le porte della casa di circondariale di Napoli-Poggioreale, dove adesso attende di essere giudicato con rito direttissimo per il reato che gli viene contestato. Il 43enne, tra l’altro, era un sorvegliato speciale da parte dei carabinieri proprio per quanto riguarda i furti di autovetture utilitarie sul territorio di Poggiomarino e dei comuni limitrofi.

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