Diciamoci la verità: i napoletani portano in Cilento un bel po’ di soldini con affitti di case vacanza, spese nei supermercati, pizze e colazioni nei locali. Però, la maggior parte dei cittadini dell’area nota per le tante Bandiere Blu, storce il naso quando vede arrivare nelle proprie città le automobili cariche dei napoletani, che siano della metropoli o della provincia. Insomma, a noi partenopei non può fare piacere che altri ci vedano come coatti, somari, criminali e “poco di buono”.

Ma noi cosa facciamo per evitare di avere questa antipatica etichetta? Forse nulla, almeno non abbastanza. È realtà, infatti, che le pagine di cronaca degli ultimi giorni si siano riempite delle peripezie dei cittadini dell’area vesuviana compiute proprio in Cilento. E se non fosse stato per il povero ragazzo, anche lui napoletano di Melito, ucciso da un masso caduto all’esterno della discoteca Ciclope, probabilmente oggi non si parlerebbe di altro che delle tristi “avventure” della gente di Terzigno, Somma e Palma in vacanza.

In questo mese di agosto, infatti, non ci siano fatti mancare assolutamente nulla, a volte commettendo gesti anche terribili, come quello di aggredire in cinque un povero parcheggiatore che aveva ripreso una comitiva abituata a sostare negli stalli per i disabili. Erano tutti di Somma Vesuviana, e tra loro c’era anche una ragazza. E poi la “solita” droga, il ragazzo che da Terzigno, insieme al fratello – un minore – va a vendere stupefacenti a Santa Maria di Castellabbate. E ancora il padre di famiglia di Palma Campania che picchia il ristoratore perché la cena non è di suo gradimento. E per finire due ragazzi, sempre di Terzigno, che rubano una macchina e che poi vengono aggrediti e denunciati.

Insomma, con certe “bandiere” che sventolano in Cilento, non meravigliamoci che qualcuno faccia spallucce quando si parla di napoletani in quella oasi dal mare limpido e disinquinato, con parchi e aree protette senza incendi di rifiuti né agricoli. Certa gente, infatti, dovrebbe probabilmente restare a casa, gli spot contro Napoli sono già troppi: così non facciamo altro che gettare acqua al mulino di chi vuole ulteriormente buttare fango sul nostro territorio.

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