Continuano le indagini della polizia stradale di Caserta dopo la morte dell’operaio 53enne avvenuta ieri nel primo pomeriggio all’altezza dello svincolo di Palma Campania. Sotto torchio l’uomo alla guida del tir, che con lo specchietto retrovisore ha colpito la vittima in procinto di scendere dal mezzo della ditta per entrare nel cantiere. Insomma, pochi centimetri, forse millimetri, che hanno causato il decesso di Luciano D’Allestro, residente a San Potito Sannitico, in provincia di Caserta, e che con alcuni colleghi si trovava all’opera per conto di Autostrade per l’Italia.

Le forze dell’ordine di Caserta, competenti su tutto il tratto dalla città di Terra di Lavoro fino a Salerno, stanno cercando di capire se l’autotrasportatore possa avere delle responsabilità oggettive in merito all’incidente letale. Naturalmente il camionista, un uomo del centro Italia, è al momento indagato con l’accusa di omicidio colposo ma per adesso si tratta di atto dovuto. Se la sua posizione si aggraverà sarà proprio perché gli investigatori saranno riusciti a scoprire qualcosa di strano, eventualmente, nella condotta di guida.

Si teme, infatti, che l’autotrasportatore abbia impattato contro l’operaio perché distratto da qualcosa in cabina di guida. La polizia sta controllando i tabulati telefonici dell’uomo per verificare se stesse utilizzando lo smartphone nel momento in cui si è verificato lo schianto che ha fatto rovinosamente cadere il 53enne, poi deceduto durante il disperato ma inutile trasporto in ospedale.

palma d'allestro