Da un lato ci sono le fatture pregresse ante 2012, dall’altro i conguagli annuali: Gori ed Enel non risparmiano nulla alle utenze, particolarmente sul territorio vesuviano, dove – come consuetudine “italica” – si continua a pagare tantissimo pur ricevendo servizi pessimi. Sono stati giorni durissimi per gran parte della popolazione tra San Giuseppe Vesuviano e Terzigno, Somma Vesuviana e Pomigliano, Ottaviano e Palma Campania. Città che si sono ritrovate più volte, ed improvvisamente, con black out elettrici e con i rubinetti a secco e spesso senza neppure una parvenza di avviso che potesse consentire ai residenti di prendere le dovute precauzioni.

Ed alla fine, secondo Gori ed Enel, la colpa è del caldo, dell’ennesima emergenza, che guarda caso soltanto l’area vesuviana non è in grado sopportare. Insomma, la stessa afa si è registrata da Nord a Sud dello Stivale ma le cronache di altre regioni e di altri territori non parlano di continui stop idrici ed elettrici, non raccontano di proteste in strada di poveri cittadini rimasti senza i servizi essenziali. A farlo, purtroppo, sono invece i media che si occupano del Vesuviano interno, di quelle città che qualcuno troppo a lungo ha considerato l’ultima ruota del carro.

Insomma, la rete energetica di San Giuseppe Vesuviano o di Somma o di Pomigliano non riesce a reggere un periodo di calura ed un certo numero di condizionatori accessi: una vergogna, visto che ci troviamo in Europa e nel 2015. Peggio ancora per l’acqua, dove qualche doccia in più sta mettendo in ginocchio la fornitura idrica delle nostre città: nemmeno ci trovassimo su isole parecchio distanti dalla terra ferma o ancora in alta ed impervia montagna.

Tuttavia le stesse aziende che gestiscono servizi non in grado di sopperire a periodi difficili, sono le stesse che con tutt’altra solerzia pretendono pagamenti veloci, che asportano contatori anche contro ogni forma di buon senso o che limitano la potenza della prestazioni. E lo fanno senza colpo ferire, nonostante il “particolare” che trattano mezzo milione di persone come una popolazione del Quarto Mondo e che ancora oggi deve avere paura dell’afa o anche di un temporale, fenomeni in grado di “spazzare” via ogni servizio essenziale.

caldo