Minacce e lesioni, espulsi 18 profughi da centro di Terzigno: ma scoppia il caos. «Tutto falso»


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Ben 18 dei richiedenti asilo ospitati nell’hotel Villa Angela, di Terzigno «sono stati buttati in mezzo alla strada, senza preavviso e senza un’ospitalità alternativa, dal commissariato di San Giuseppe Vesuviano, dietro ordinanza del Prefetto di Napoli». A dirlo l’associazione “3Febbraio”, che schiuma rabbia per come sarebbe avvenuto l’allontanamento.



«I 18, provenienti da diversi Paesi africani, avevano tutti partecipato alle manifestazioni e alle assemblee per chiedere il permesso di soggiorno umanitario per tutti i profughi. Solo a questi 18, tra tutti gli ospiti della struttura, è stato notificato il decreto prefettizio con cui viene revocata l’accoglienza. Il provvedimento prefettizio è motivato sulla base di presunti comportamenti tenuti nella data del 19 luglio 2015, all’interno della struttura: avrebbero assunto “atteggiamenti minacciosi e violenti”, e procurato “lesioni a due operatori della struttura”. Rigettiamo tali affermazioni, che consideriamo false: molti dei 18 non erano neanche in hotel quel giorno (uno di loro, ad esempio, si trovava ad una messa in una chiesa protestante: il pastore si è già detto pronto a testimoniare in suo favore). Ricordiamo che i 18 erano già stati fatti oggetto di minacce da parte del direttore dell’hotel Villa Angela, soprattutto dopo che le nostre inchieste indipendenti avevano rivelato le indegne condizioni dell’accoglienza all’interno dell’albergo: in particolare, ci hanno riferito di essere stati minacciati di ritorsioni, dallo stesso direttore, nel caso che si fossero presentati alle manifestazioni indette dal nostro coordinamento. E ora, sulla base delle sole dichiarazioni di quello stesso direttore, senza un minimo di inchiesta da parte dell’Ufficio del Rappresentante del Governo, gli stessi che avevano alzato la testa contro le ingiustizie di cui erano fatti oggetto, ora sono buttati in strada».

«Soprattutto, però, denunciamo moralmente questi provvedimenti – continua l’associazione – Non è possibile che proteste e denunce nei confronti delle condizioni dell’accoglienza di Stato (accoglienza per la quale gli hotel prendono , ricordiamolo, circa 40 euro al giorno, cioè circa 15.000 euro all’anno, per ogni profugo), portino a ritorsioni nei confronti dei profughi. Non si attacca chi ha il coraggio, tra mille pressioni, di denunciare le condizioni indegne, cui è sottoposto da gente che lucra sull’emergenza. Per gli immigrati, in questo Stato, chiaramente non c’è giustizia: senza un minimo di verifica, il Prefetto ha emesso 18 provvedimenti, tutti uguali».

«Per 18 persone si prepara, ora, una situazione degna di un romanzo di Franz Kafka: sono ancora, per legge, richiedenti asilo, ma l’assenza di un domicilio rende impossibile la notifica dei provvedimenti delle Commissioni. In pratica, hanno il diritto di restare in Italia fino alla fine della procedura (e quindi non possono essere espulsi dal territorio nazionale), ma non possono ricevere le comunicazioni relative alla procedura stessa con il rischio di essere dichiarati irreperibili, e di non poter presenziare in Commissione. Per il momento i profughi saranno accolti nella Chiesa Valdese, ma questo non risolve la situazione. È tempo di verificare quanto è effettiva e reale la disponibilità mostrata dalla Prefettura nel corso dei nostri incontri con il viceprefetto».

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