Ha ammesso di aver conosciuto Franco Zagaria, deceduto nel 2011, cognato del boss dei Casalesi, Michele Zagaria e suo uomo di fiducia nel settore degli appalti pubblici, ma ha rigettato le accuse di aver favorito aziende del clan nella concessione di lavori nel settore idrico.

Si è difeso rispondendo alle domande del Gip Egle Pilla l’ex senatore dell’Udeur Tommaso Barbato, in carcere da martedì dopo essere rimasto coinvolto nell’operazione della Dda di Napoli “Medea” sulle collusioni tra politici ed imprenditori della camorra; in carcere è finito anche l’ex sindaco di Caserta Pio Del Gaudio, accusato di aver intascato finanziamenti illeciti pari a 30mila euro dall’imprenditore del gruppo Zagaria, Giuseppe Fontana prima delle comunali del 2011.

Del Gaudio, così come lo stesso Fontana, nel corso dell’interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere mentre l’altro politico finito in cella, l’ex consigliere regionale del Pdl Angelo Polverino, che per la Dda avrebbe ricevuto da Fontana 20mila euro prima delle Regionali del 2010, ha risposto rigettando ogni accusa. Così come ha fatto Barbato oggi. «Franco Zagaria – ha detto l’ex parlamentare difeso dall’avvocato Francesco Picca – l’ho conosciuto quando ero responsabile del settore idrico della Regione Campania, tra il 2001 e il 2005; lui era un geometra di alcune aziende interessate ad avere in affidamento lavori di manutenzione della rete ma non ho mai favorito le aziende da lui rappresentate. L’ho inoltre incontrato per motivi politici quando eravamo entrambi nell’Udeur».

Barbato ha poi escluso categoricamente collegamenti con la criminalità organizzata. Il suo legale ha presentato istanza di scarcerazione al Tribunale del Riesame.

Tommaso Barbato