Cooperative di ex detenuti favorivano la camorra: 24 indagati, c’è un 61enne di Palma


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Milioni di euro erogati dallo Stato, retribuzioni per lavori mai svolti, falsificazioni sui registri delle presenze, false fatture per forniture inesistenti. E sullo sfondo la camorra che lucra incassando una percentuale sui salari dei lavoratori e – è questo uno degli scenari ipotizzati dagli inquirenti – sponsor politici che perseguono scopi clientelari. Ha tutte le sembianze di un grosso imbroglio la gestione della cooperativa di ex detenuti “La Primavera III” finita al centro di una inchiesta della Direzione distrettuale antimafia.



Perquisizioni sono state eseguite nei giorni scorsi dai militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza. Associazione per delinquere aggravata dalla finalità camorristica e truffa ai danni dello Stato e della Provincia sono i reati ipotizzati nel decreto del pm Henry John Woodcock nei confronti di 24 tra dirigenti e soci della coop, e di alcuni funzionari della Provincia di Napoli: tra le persone finite nei guai anche un socio della cooperativa di Palma Campania, il 61enne A.S.

I dipendenti della cooperativa di ex detenuti, tranne alcune eccezioni. «Non si recavano mai al lavoro ma venivano regolarmente pagati», ha dichiarato un collaboratore di giustizia. La coop, secondo gli inquirenti, sarebbe stata sotto il controllo dei organizzazioni camorristiche radicate nella città di Napoli e attive in particolare nei rioni di Forcella, dei Quartieri Spagnoli e nel quartiere Vasto-Arenaccia. La camorra avrebbe incassato ingenti somme dai compensi corrisposti a ciascun lavoratore.

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