Madonna dell’Arco: i sicari della camorra erano pronti a fare una strage tra i fedeli di Pasquetta

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Due clan si stavano per scontrare a colpi di arma da fuoco a Pasquetta del 2013, proprio davanti al Santuario di Madonna dell’Arco: una notizia choc quella riportato da Il Roma e che è frutto delle indagini che nei giorni scorsi hanno portato all’arresto di oltre cinquanta camorristi del ventre di Napoli. Un’idea folle, quella della sparatoria sul sagrato, saltata solo per caso e non perché potesse essere pericolosa per le migliaia di persone, anche molte donne e bambini, che il Lunedì in Albis affollano il luogo di culto a Sant’Anastasia.

«Quel giorno al Santuario c’erano i killer del clan Mazzarella e almeno tre boss del clan Giuliano-Sibillo che venivano appellati in codice: “la mamma, il fratello, la sorella” – scrive il Roma – i telefoni dei killer però quel giorno non prendevano e l’agguato fallì: ma solo per caso. Alcune telefonate rendevano evidente la volontà da parte dei Catino di portare a termine un agguato nei confronti di almeno tre persone, di almeno tre persone, di fatto poi non realizzatosi, presenti nei pressi del Santuario della Madonna dell’Arco, approfittando dei tradizionali festeggiamenti e della conseguente confusione dei fedeli accalcatisi già dalle prime ore dell’alba. In particolare, alle ore 4 del primo aprile 2013».

«Pasquale Catino, mentre si trovava presso l’ospedale Cardarelli con il fratello Ciro per prestare assistenza al congiunto Emanuele lì ricoverato, ricevette una chiamata una chiamata da parte di una persona di nome Sasi che segnalava, in stato di agitazione, la presenza di tre persone all’esterno del Santuario, precisamente “Tua madre, tuo fratello e tua sorella”». Il telefono dei killer, però, rimase muto tutta la notte e l’agguato saltò.

madonna dell'arco

 

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