È già comparso davanti ai giudici di Recife, in Brasile, il superlatitante Pasquale Scotti, arrestato nelle scorse settimane dopo 30 anni di latitanza. Il boss della Nuova Camorra organizzata di Cutolo è imputato in Sudamerica per falsificazione di documenti: la sua carta d’identità, infatti, era palesemente contraffatta riportando il nome di Francisco De Castro Visconti.

Dunque, si allungano i tempi dell’estradizione verso l’Italia, dove il killer della Nco deve scontare la sua pena per i delitti di camorra che gli vengono imputati. Un “successo”, quello del processo in Brasile, per gli avvocati difensori di Pasquale Scotti, che sono riusciti ad allungare i tempi della sua permanenza a Recife in attesa del trasferimento in Italia.

In Brasile Scotti era diventato un’altra persona: aveva una moglie e due figli di 15 e 10 anni che erano all’oscuro del suo trascorso criminale a Napoli e provincia. In Sudamerica arrivò dopo un’evasione da film dall’ospedale di Caserta dove venne ricoverato in seguito ad una sparatoria che portò alla sua prima cattura.

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