Via la ditta regionale, allarme lavoro: proteste a Nola e Boscotrecase

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Proteste dei lavoratori del ciclo integrato di sollevamento delle acque degli impianti tra Angri, Nola e Boscotrecase, che annunciano la linea dura dopo che una delle ditte private che lavora per conto della Regione Campania, ha annunciato la chiusura delle attività per fine maggio.



«Resteremo tutti senza lavoro -­ hanno spiegato ­- e anche senza dignità, visto che nell’ultima riunione del coordinamento della struttura di missione, programmazione e gestione delle risorse idriche della Regione, siamo stati definiti “abusivi”. Ci hanno detto che siamo degli abusivi. Vergogna ci tolgono il lavoro e ci chiamano pure abusivi».

I lavoratori sono da mesi senza stipendio, e la protesta, partita da Angri, si è allargata anche agli impianti di Nola e Boscotrecase. Secondo gli operai il loro futuro è stato messo in discussione dalla mancata applicazione di una legge regionale che prevede il trasferimento delle opere regionali e dei lavoratori addetti ai gestori già esistenti nei rispettivi Ato.

«La questione è stata presa con indifferenza dal governatore Stefano Caldoro, dall’assessore all’Ambiente Giovanni Romano e dal coordinatore della struttura di Missione, Programmazione e gestione delle risorse idriche Angelo Pepe ­ ha sostenuto Giovanni Ferraiolo, della Fimca­Cisl ­ Ci condannano a morire. Abusivi noi? E loro cosa sono? Persone cui non importa di chi vive in situazioni di disperazione causate da loro stessi. Vogliono il morto».

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