Sta facendo tremare la camorra vesuviana, particolarmente quella poggiomarinese, così come gli affiliati delle città limitrofe della stessa zona ai piedi del vulcano e dell’Agro. Le rivelazioni del pentito Carmine Amoruso, per anni elemento di spicco della cosca dei Giugliano di Poggiomarino, potrebbero fare altre “vittime eccellenti” nello scacchiere della malavita locale.

Dalle sue parole, infatti, appena una decina di giorni fa sono partiti alcuni ordini di arresti per fatti di droga e spartizione delle piazze di spaccio. Ma a quanto pare il collaboratore di giustizia sta vuotando il sacco anche su altri business ancora più importanti e solo in parte relativi al traffico degli stupefacenti in un’area amplissima che va da Ottaviano fino ai comuni salernitani di Pagani e Sarno.

Amoruso, infatti e secondo quanto trapela da fonti vicine a quelle giudiziarie, avrebbe puntualmente descritto – utilizzando nomi, fatti e talvolta persino le date – di alcuni degli episodi di camorra rimasti insoluti negli ultimi dieci anni. Ferimenti, attentati, aziende saltate in aria, minacce, bombe carta, incendi, devastazioni: insomma una serie impressionante di episodi criminali che l’uomo starebbe ricostruendo insieme ai magistrati, alla ricerca frattanto di altri elementi utili per potere procedere con le ordinanze di custodia cautelare per le persone tirate in ballo.

E tra loro ci sarebbero nomi importanti di camorristi, alcuni dei quali già in cella ma che in tal modo si macchierebbero di crimini per cui difficilmente un giorno potrebbero rivedere la luce del sole all’esterno di un carcere.

Nei particolari, infatti, il pentito sta raccontando delle tecniche utilizzate per taglieggiare le imprese edili presenti sul vasto territorio: i costruttori, insomma, restano tra i preferiti del cartello dei Fabbrocino e delle altre cosche “gemellate” con i Giugliano. Un filo conduttore che si chiuderebbe con un’operazione anche questa recente, quella del calcestruzzo imposto dallo stesso cartello criminale.

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