Due condanne pesantissime in una settimana per il boss di Boscotrecase Giuseppe Gallo: dopo quella a vent’anni confermata appena la settimana scorsa, Peppe ‘o Pazzo è stato condannato ieri ad una pena di 30 anni di reclusione per sequestro di persona a scopo estorsivo. A nulla sono valsi i tentativi di difesa dei legali che continuano a lavorare sulla pista della scarsa sanità mentale del camorrista: da qui, appunto, il soprannome ‘o pazzo.

La nuova condanna è arrivata a causa di un episodio che risale all’ottobre del 1997, Gallo aveva poco più di 20 anni e ragionava già da boss. Per gli inquirenti era lui a controllare il traffico di hashish nel Vesuviano, con contatti importanti tra Spagna e Olanda. Gallo ebbe un forte diverbio con i fratelli Buccelli: uno venne gambizzato, l’altro appunto rapito e sembrerebbe addirittura torturato in un capannone abbandonato.

La condanna di primo grado si aggiunge ai 20 anni appena confermati dalla Cassazione per Pandora-Matrix, processo che ha sancito la sua “nomina” ufficiale a capoclan dei Limelli-Vangone, cosca camorristica “ereditata” dalla madre, Rosaria Vangone, e dagli zii.

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