Morte sospetta alla Clinica Santa Lucia, il paziente era un 56enne di Terzigno

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C’è una denuncia presso la stazione dei carabinieri di San Giuseppe Vesuviano che lascia pensare ad un presunto caso di malasanità: a sporgerla è la figlia di un uomo che nei giorni scorsi è deceduto all’interno della nota Clinica Santa Lucia, in cui si sarebbe consumata la morte che la congiunta della vittima definisce “da chiarire”.

I militari dell’Arma hanno naturalmente aperto l’indagine, come atto dovuto davanti ad una simile segnalazione: adesso il prossimo passo delle forze dell’ordine sarà quello di rivolgersi ai medici della famosa ed importante struttura convenzionata. Eventualmente, sarà inoltre sequestrata la cartella clinica del paziente e se gli investigatori dovessero ravvisare realmente elementi che danno spazio a dubbi, si procederà ad iscrivere i sanitari coinvolti nel registro degli indagati: tutto prematuro al momento, visto che per adesso c’è soltanto la dichiarazione spontanea da parte della figlia del defunto: la donna, in tal senso, ha ravvisato qualcosa che a suo parere non sarebbe stato esemplare da parte dello staff della clinica. L’uomo deceduto è un 56enne residente a Terzigno, A.P., mentre le figlia, sempre della città vesuviana, si è rivolta agli uomini in divisa di San Giuseppe Vesuviano già qualche ora dopo il decesso del padre.

L’uomo era stato trasportato da un’ambulanza della Misericordia di San Gennaro Vesuviano giovedì scorso, il 30 aprile, quando era stato colto da un malore che poi si è rivelato essere un infarto. Il 56enne, una volta arrivato sul posto, è stato stabilizzato dai medici, dopo di cui è stato condotto in sala operatoria per un intervento d’urgenza. A quanto pare tutto sarebbe riuscito, poi è successo qualcosa che martedì, l’altro ieri, ha portato al decesso dell’uomo di Terzigno. La morte sarebbe tuttavia addebitabile semplicemente ad una nuova crisi cardiaca di cui il paziente sarebbe stato vittima, un nuovo infarto contro cui i sanitari della clinica non hanno potuto fare nulla, arrendendosi al decesso dopo avere provato a rianimare il degente.

Non è però così secondo la famiglia dell’uomo di Terzigno, e particolarmente per la figlia di A. P. che ha denunciato il decesso del padre alla più vicina stazione dei carabinieri: secondo la stretta congiunta del defunto, infatti, ci sarebbero colpe da parte del personale sanitario, e dunque si tratterebbe di una morte avvenuta per malasanità. A stabilirlo, tuttavia, saranno dapprima i riscontri dei militari dell’Arma, e poi, eventualmente un regolare processo qualora per i giudici ci siano i presupposti per rinviare a giudizio qualche sospetto colpevole.

Al momento, dunque, non c’è che il dolore di una figlia che ha perso il padre, quando invece pensava che il peggio fosse passato, e cioè una volta superata la prima crisi. Quindi, saranno necessari tutti gli accertamenti del caso prima di tirare in ballo i medici del centro sangiuseppese, che resta un vero e proprio baluardo sanitario per tanti cittadini dell’area interna vesuviana.

clinica santa lucia

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