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Fiat, l’operaio di Somma Vesuviana scende dalla gru dopo 6 giorni di protesta

 

Mimmo Mignano, l’operaio licenziato in base al piano di ristrutturazione della Fiat di Pomigliano, è sceso dalla gru dove stava per protesta da sei giorni. L’uomo, 48 anni, di Somma Vesuviana, ha abbracciato i manifestanti del corteo che ha sfilato stamane per la città contro Renzi e il governo.

«Se siamo uniti riusciremo a mandare a casa Renzi», il messaggio dell’ex operaio Fiat diffuso con un megafono dei manifestanti. Mignano ha poi fatto riferimento alla campagna elettorale per le regionali che in Campania vede come principali protagonisti l’ex sindaco di Salerno Vincenzo De Luca e l’attuale governatore Stefano Caldoro. «De Luca è un inquisito – ha urlato nel megafono – e Caldoro è un assassino. Con le sue politiche del lavoro ci ha ammazzato».

Un riferimento all’assessore al Lavoro della Campania, Severino Nappi, considerato responsabile di scelte politiche contro le sigle di precari e disoccupati organizzati. In questi cinque anni l’assessore è stato più volte oggetto di violenze, anche a livello fisico, fino ad essere aggredito insieme con il suo staff. Mignano, dopo aver parlato alla folla è stato accompagnato in ospedale per controlli medici.

Dopo la sosta in piazza Municipio e l’incontro con Mignano, il corteo ha proseguito lungo via Marina, è tornato verso il centro della città girando in via Marchese Campodisola fino ad arrivare in piazza Bovio per poi concentrarsi nello spazio pedonale antistante il palazzo della Borsa, dove ha sede la Camera di Commercio partenopea.

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