Droga e camorra da Poggiomarino fino ai comuni limitrofi vesuviani e dell’Agro-salernitano. Richiesto il rinvio a giudizio per otto persone tra cui anche per il boss poggiomarinese, Salvatore De Rosa, conosciuto negli ambienti della malavita come ‘O Turesiello. Con lui rischiano il processo anche Maria Rosaria Fiorillo, 44 anni di Scafati; il fratello Raffaele Fiorillo, 35 anni residente a Poggiomarino e considerato l’anello di congiunzione con la città salernitana, Angelo Manzo, 55 anni originario di Boscoreale ma residente ad Angri; Gennaro Matrone, 40 anni di Poggiomarino; Ciro Miranda, 38 anni di Poggiomarino alias ‘O Milionario”; Giovanni Padovano, 49 anni di Scafati, nipote di Tommaso pentito e deceduto; e Salvatore Giuliano, 35 anni di Ercolano.

Secondo le accuse il gruppo, inizialmente composto da 12 persone e poi assottigliatosi dopo le prime indagini, gestiva le piazze di spaccio tra Poggiomarino e l’area di Scafati: un’operazione che avvenne dopo numerosi ingenti sequestri di droga avvenuti dal 2007 e fino al 2011 e che portò alla quadratura del cerchio al termine di lunghe ed intense indagini. A gestire le piazze sarebbero stati in particolare Tommaso e Giovanni Padovano, come già detto zio e nipote, con il supporto del ras poggiomarinese Salvatore De Rosa. Gli altri sono tutti considerati corrieri, specializzati nell’approvvigionamento delle sostanze stupefacenti tra cui anche qualcuno con contatti di una certa importanza all’estero, o gestori delle più importanti piazze di spaccio posizionate sul territorio. Di rilievo anche il ruolo delle donne del gruppo, con l’accusa di registrare le entrate e le uscite di soldi e di droga.

Gli otto arrivati a questo punto del procedimento giudiziario sono tra l’altro indicati dalle indagini come coloro che poi smistavano le quantità di droga, particolarmente di cocaina, ai singoli pusher del territorio. Sembrerebbe, secondo quanto raccolto dalla Dda, che ognuno potesse disporre di qualcosa come mezzo chilo al mese di polvere bianca.

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