Droga del clan Fabbrocino, 4 arresti e sigilli a bar e negozi per quasi 2 milioni: ECCO I NOMI

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Incassava circa mille euro al giorno la banda di pusher sgominata nel Vesuviano dalla Polizia di Stato che ha arrestato cinque persone ritenute affiliate a un clan della zona. I pusher, è emerso durante le indagini, ricevevano gli ordinativi dai clienti attraverso schede telefoniche dedicate.

Seppure residuale la vendita, comunque, andava avanti anche in piazze di spaccio allestite in alcuni negozi riconducibili al capo della banda, Patrizio Tortora, 46 anni ritenuto contiguo al clan Fabbrocino di San Giuseppe Vesuviano. Le indagini hanno preso spunto dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, Carmine Amoruso, ex affiliato al clan Giugliano di Poggiomarino e inserito nella famiglia camorristica dei Fabbrocino.

Sono stati documentati almeno 130 cessioni di cocaina. Per quattro destinatari del provvedimento emesso dal gip di Napoli su richiesta della DDA è stata disposta la detenzione in carcere mentre per la quinta persone il giudice ha deciso il divieto di dimora nel comune di Terzigno. Oltre a Tortora sono finiti in carcere Giuseppe Mascolo, 27 anni, Nunzio Casillo, 52 anni e Gaetano Ferraro, 45 anni. Il divieto di dimora a Terzigno è invece per Gennaro Malafronte, 37enne appunto residente nella città vesuviana.

La Guardia di Finanza di Nola (Napoli) ha eseguito, contestualmente, anche un sequestro preventivo di alcune aziende riconducibili proprio a Tortora a Terzigno e San Giuseppe Vesuviano. Si tratta di due bar, un centro estetico ed una ditta di confezionamenti di abiti dove, secondo gli inquirenti, si spacciava la droga. Sigilli anche per auto, moto, beni immobiliari e conti correnti riconducibili agli indagati e per un totale di un milione e 700mila euro.

polizia gdf fabbrocino

 

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