Coppola, l’imprenditore di Ottaviano dimentica la Lega e corre alla Regione con il Ppi

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L’imprenditore Antonio Coppola a capo dei Popolari per l’Italia sotto il Vesuvio per la corsa alle Regionali: «Il nostro progetto di creazione di una forte area politica moderata chiaramente ancorata ai valori liberali e del popolarismo europeo non poteva non trovare altra collocazione se non nell’alleanza che sostiene Stefano Caldoro». Lo dicono in una nota congiunta il presidente nazionale dei Popolari per l’Italia Mario Mauro e il coordinatore regionale del partito Enzo Rivellini nel giorno della presentazione delle liste che correranno alle elezioni del prossimo 31 maggio. «La collocazione dei Popolari per l’Italia nel centrodestra – proseguono Mauro e Rivellini – non è solo la conferma di un giudizio positivo nei confronti del presidente Caldoro che ha amministrato egregiamente la Campania negli ultimi cinque anni, ma è soprattutto l’esplicita dichiarazione della volontà di costruire un percorso politico che disegna un perimetro che ci auguriamo possa essere riproposto a livello nazionale». Lo scorso anno, Coppola provò la scalata al Parlamento Europeo con una lista Meridionale della Lega in cui tuttavia si affermavano molti valori meridionali.

Nel Vesuviano fremono i preparativi per il candidato alle regionali dei Popolari per l’Italia, Antonio Coppola. Imprenditore vesuviano, oggi impegnato ad Expo 2015, Coppola si candida per la prima volta al consiglio regionale della Campania. «Sono fiero di rappresentare in questa tornata elettorale un partito moderato che guarda alle reali esigenze dei cittadini e del territorio. Per troppo tempo il vesuviano e tutto l’hinterland hanno vissuto un ruolo di sudditanza rispetto al resto della Regione specie durante il periodo Bassolino in cui il Vesuviano ha subito da una parte i vincoli imposti dalla Zona Rossa del Vesuvio, dall’altra il totale abbandono delle istituzioni. Il mio programma elettorale, fuori dalle abusate logiche del populismo elettorale, punta essenzialmente al rilancio dei territori cucito addosso ai cittadini. Dobbiamo favorire lo sviluppo della microimpresa pensando a zone di fiscalità di vantaggio che favoriscono soprattutto i giovani. Bisogna istituire regole chiare e soprattutto condivise per l’incoming turistico e la gestione delle strutture ricettive, partendo dai bed and breakfast per arrivare alla riconversione delle vecchie strutture urbane in alberghi e centri per la cultura capaci di attrarre turisti non solo italiani». Coppola è chiaro: «Più impresa, più lavoro, meno burocrazia, più sviluppo. Se giovane è meglio».

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