Comunali a Terzigno, Aquino: «Bonifiche nei primi 100 giorni di mandato»

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Il conto alla rovescia è partito. Il 31 maggio data delle prossime elezioni amministrative comunali, la città di Terzigno inizia a rendersi conto della responsabilità che ha ogni singolo elettore. La redazione si muoverà giornalmente incontrando e vivendo con i candidati e gli aspiranti sindaci le emozioni, l’ansia, le preoccupazioni che si vivono prima della votazione. Iniziamo questa tornata partendo dalla sezione locale del Partito Democratico incontrando il candidato sindaco: l’avvocato Vincenzo Aquino. L’avvocato Aquino, sposato con due splendidi figli, esercita la professione da venti anni ed è consigliere comunale da sette, sempre in minoranza.

Avvocato, perché i cittadini dovrebbero votarla?

«Sono l’unico candidato con forza, entusiasmo, libertà e la giusta esperienza per un Paese più giusto ed efficiente. Con me, la nostra cittadina troverebbe il buon governo, con gli altri la replica degli ultimi cinque anni».

Quali sono i punti cardini del suo programma elettorale?

«Innanzitutto il lavoro e sviluppo economico. Senza trascurare le tematiche ambientali e culturali. Altro punto fermo sarà l’eliminazione di sprechi e la riduzione delle tasse. Particolare attenzione per le fasce deboli».

Faccia un appello alla cittadinanza?

«Svegliate la vostra coscienza. Scegliete di votare persone oneste, competenti e veramente appassionate del bene comune. Non votate per interessi o rendiconti personali, agite da cittadini liberi. Non abbiate paura di cambiare e vinceremo insieme. Senza campioni della vecchia politica o trasformisti».

Se fosse vincitore qual è il primo gesto o passo che compierebbe?

«La visita su tutti i luoghi da bonificare per verificare lo stato delle cose e la nomina di una commissione di esperti per la tutela di ambiente, salute e territorio. Una grande iniziativa per il rilancio del centro del paese per ritrovarci come comunità».

Cosa si sente di promettere ai suoi concittadini?

«Una città nuova senza compromessi con il passato e con lo sguardo verso l’Europa e il futuro. Una città più bella».

Terzigno e il lavoro, quali proposte ha in atto?

«La realizzazione con fondi regionali ed europei della riqualificazione di Cava Ranieri, di Palazzo e area Contaldi. Il rilancio di commercio e agricoltura con attenzione al lavoro per i giovani. Creare occasioni di ripresa per l’edilizia».

Terzigno ha un patrimonio culturale vasto perché non è mai stato sfruttato?

«Credo che abbiamo avuto un problema di amministratori inconsapevoli delle potenzialità sociali, culturali ed economiche del patrimonio archeologico e ambientale».

Si parla di rinnovamento/cambiamento cosa può promettere?

«Innanzitutto mi lasci rilevare che oggi tutti parlano di cambiamento, anche coloro che sino a ieri amministravano ed erano silenziosi e compiacenti. Noi ci battevamo contro questa classe politica in modo chiaro e trasparente e posso promettere un sicuro cambiamento. Con la mia vittoria i responsabili e i trasformisti resteranno a casa e senza poltrona. Io ho fondato il partito della casa: manderemo a casa questa classe dirigente incompetente e arrogante».

Allarme profughi, sa che questo potrebbe essere una problematica da affrontare per la questione sicurezza e salute nei prossimi mesi, che posizione intende assumere?

«I profughi, uomini, donne e bambini, che scappano da guerre, fame e fanatismo sono per noi e per me cercatori di felicità, come ha detto il Papa, cercatori di vita e meritano accoglienza umana. I criminali invece devono essere cacciati e allontanati.  Basta tragedie nel mediterraneo».

Definisca con un aggettivo i suoi rivali?

«La Panfilo inesperta, Ambrosio spaesato, Ranieri indeciso, Pagano consumato e Rosa sconosciuta».

Terzigno ha bisogno di persone che vivono il quotidiano, a contatto con la gente, parlare e conoscere le loro problematiche, vivere il contatto con tutte le fasce d’età, ci crede in questo?

«Ci credo molto ed ho deciso che quando sarò sindaco girerò il paese solo a piedi o in bici».

Quale paese intende rappresentare?

«Il paese che non si arrende ai soprusi e ai furbi, all’illegalità e al clientelismo. Il paese che non accetta più che i giovani siano lasciati senza lavoro. Non accetta una visione arretrata della donna e della loro vita. Il paese che non si arrende ai campioni della vecchia politica o ai trasformisti. Con me vinceranno chi non vuole altri cinque anni come quelli appena trascorsi! Voglio rappresentare il paese che si rimbocca le maniche».

enzo aquino

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