Clochard ridotto in fin di vita a Nola, coinvolti calciatori e ultras locali


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Ci sono anche tre minorenni, calciatori e tifosi ultras tra i protagonisti della brutale aggressione avvenuta nella notte tra il 17 e il 18 marzo scorso a Nola, quando fu ridotto in fin di vita Vaclav Briza, un 39enne ceco senza fissa dimora. Oggi, gli agenti del Commissariato di Nola, coordinati dalla locale procura, hanno eseguito cinque misure cautelari nei confronti di altrettanti giovanissimi, d’età compresa tra i 17 e i 19 anni.

Il clochard fu trasportato, a bordo di un’ambulanza del 118, presso l’ospedale cittadino in pericolo di vita. All’uomo della Repubblica ceca furono diagnosticate: frattura di braccia e gambe oltre a molteplici lesioni al capo e al corpo. Le indagini, avviate anche grazie a intercettazioni telefoniche e ambientali e alle ricognizioni fotografiche da parte della vittima, hanno permesso di individuare l’intero gruppo di giovani violenti, ricostruendo modalità e motivi all’origine del pestaggio. I reati contestati agli indagati sono tentato omicidio, per il giudice dei minorenni e lesioni aggravate per il gip di Nola. Per S.D.B. e D.F., entrambi 18enni, è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e l’obbligo di dimora nel Comune di Nola, con il divieto di non lasciare la casa dalle 19 alle 7.

I tre minorenni sono stati, invece, condotti in Comunità mentre per un sesto componente della banda, maggiorenne, non è stata accolta la richiesta del pm di Nola perché il gip ha ritenuto il suo atteggiamento collaborativo e l’assenza di pericolosità sociale e processuale. In particolare, secondo la ricostruzione degli investigatori, l’intero gruppo si era riunito nella tarda serata del 17 marzo in piazza Santorelli e poi all’interno della stazione ferroviaria di Nola e, dopo aver notato la presenza del mendicante straniero, che stava per addormentarsi nella casupola abbandonata, lo hanno aggredito. Il gruppo di giovani, armandosi con bastoni in legno (poi trovati tra i rifiuti della struttura) ha iniziato, con ferocia e senza alcuna motivazione, a percuotere Briza che, solo fortuitamente, non è morto per le gravi lesioni riportate.

Il branco, infatti, ha desistito perché spaventato dalla presenza di un uomo affacciato a un balcone, il quale ha sentito le urla disperate di aiuto del clochard. Il soccorritore, un agente della polizia municipale del Comune di Nola, ha richiesto l’intervento di ambulanza del servizio 118, nonostante le minacce di rientrare in casa e non occuparsi dell’aggressione cui aveva assistito.

In una nota, il procuratore di Nola, Paolo Mancuso, ha evidenziato «l’assenza di causali di odio razziale, ma motivazioni futili di gratuite esplosioni di violenza collettiva, e l’oggettivo coinvolgimento di calciatori e appartenenti a tifoserie ultras della locale squadra di calcio, Nola 1925, attualmente partecipante al campionato per il girone di Promozione».

vaslav

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