L’ex presidente del Brindisi Calcio Antonio Flora ha ammesso le due combine contestate dalla Dda di Catanzaro (Brindisi-San Severo e Pomigliano-Brindisi). Nel provvedimento del gip del tribunale di Bari che non ha convalidato i fermi di Antonio e Giorgio Flora, padre e figlio, e dell’attuale presidente Vito Morisco, ma ha emesso nei loro confronti un’ordinanza di custodia cautelare concedendogli gli arresti domiciliari, si fa riferimento agli interrogatori.

«Antonio Flora – scrive il giudice – ha dichiarato di aver chiesto a Daleno (Savino, consulente di mercato del Brindisi, ndr) di attivarsi per far vincere la propria squadra». Il figlio Giorgio, invece, ha negato tutte le contestazioni «evidenziando che il padre – spiega il gip – non lo informava della gestione calcistica della squadra».

Secondo il giudice, inoltre, «dalle intercettazioni indicate nel decreto di fermo non compare alcun collegamento» tra i tre fermati pugliesi e gli altri associati (dirigenti della squadra campana del Neapolis). Il gip quindi ha escluso per tutti e tre l’associazione per delinquere con la contestata aggravante mafiosa, ritenendoli responsabili soltanto del reato di frode sportiva.

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