Impazza la protesta a Pompei: e sono gli albergatori ad essere particolarmente sul piede di guerra, mentre le guide turistiche minacciano addirittura di dirottare i turisti agli scavi di Ercolano e di Stabia facendo perdere fette di visitatori alla città mariana. Tutta colpa della tassa di soggiorno, fino a 5 euro, imposta dalla Giunta comunale.

I gettiti provenienti dalla tassa, assicura però il sindaco Nando Uliano «saranno destinati esclusivamente per il finanziamento, totale o parziale, degli interventi in materia di turismo, compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché degli interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambienti locali, nonché dei relativi servizi pubblici locali». E da Federalberghi arrivano dure proteste «Si tratta di un tributo che ci mette in una posizione drammatica, viene messa a rischio l’intera stagione estiva. I pacchetti sono stati tra l’altro già venduti e non possiamo metterci a chiedere i 5 euro imposti dall’Amministrazione».

I tour operator  e le guide turistiche fanno altro, minacciando addirittura di dirottare in altre città d’arte ed archeologiche le comitive che giungono in Italia ed in Campania per visitare gli Scavi.

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