L’autopsia, eseguita lunedì mattina, ha dato il suo primo, importante responso: Pasquale Prisco è morto perché colpito da un solo proiettile e non da tre come inizialmente era stato ipotizzato. Un unico colpo, dunque, che però è entrato e uscito dal corpo, distruggendo il fegato, lesionando anche altri organi interni e portandogli via la vita.

A sparare, questa l’altra novità, per la procura non sarebbe stato solo Jacomo Nicchetto, ma anche il suo collega Claudio Vitale. Presto si saprà la verità anche sulla pallottola estratta dal gluteo del carabiniere-rapinatore veneto: si dovrà verificare se si è esploso un colpo per errore o se anche uno dei dipendenti di Etè fosse armato. Intanto, le pistole che hanno sparato non sono tuttora state ritrovate.

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