Il clan Fabbrocino, egemone nell’Agro Nolano-Vesuviano, aveva la sua roccaforte a Palma Campania, ritenuta la “Svizzera” degli affari camorristici, «le estorsioni ai piccoli commercianti – come dichiarato da un collaboratore di giustizia, Felice Mautone, ai magistrati – non interessava a nessuno. Un salumiere, un macellaio, non hanno potere economico, allora loro (riferito ai Fabbrocino) vanno nei cantieri, gli imprenditori hanno il potere economico, i lavori edili costano».

In sostanza la presenza a Palma di tanti imprenditori edili, che poi aprono cantieri in tutta la zona vesuviana, oltre che in altre città del Napoletano e della Campania, spingeva spesso gli uomini del clan a recarsi dagli imprenditori palmesi: «Loro ( i Fabbrocino ndr) imponevano di comprare dalla loro ditta il cemento, al prezzo da loro stabilito – continua il collaboratore di giustizia – e poi per gli altri materiali edili indirizzavano gli imprenditori da fornitori da essi indicati».

carabinieri cantiere