Dema, il terrore degli 82 licenziamenti arriva in Parlamento


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Il caso Dema arriva in Parlamento, grazie al senatore del MoVimento 5 Stelle, Sergio Puglia, che in tal senso ha scritto un’interrogazione al ministero del Lavoro e dell’Economia: «Gli 82 lavoratori cui è stato annunciato il licenziamento sono così distribuiti: 69 nel sito di Pomigliano d’Arco (27 impiegati e 42 operai) e 13 nel sito di Somma Vesuviana (11 impiegati e due operai) su 613 unità complessivamente in forza – scrive il pentastellato – considerato che, a giudizio degli interroganti, l’atteggiamento dei lavoratori è stato fortemente collaborativo e pur di contribuire a scongiurare il dissesto dell’impresa, hanno rinunciato a premi di produzione, hanno accettato di ricevere stipendi dilazionati, hanno prestato lavoro straordinario, anche nel periodo di cassa integrazione».



«Dal primo annuncio di licenziamento, erano già andati via circa 20 dipendenti, con esodi incentivati o con mobilità agganciata alla pensione – continua Puglia – la situazione dell’intero comparto aeronautico campano non gode di prospettive confortanti: nel marzo 2015 il general manager di Finmeccanica, Mauro Moretti, ha presentato ai mercati internazionali il nuovo piano industriale e finanziario dal quale si evincono una serie di tagli per il settore aeronautico italiano, non ancora descritti nello specifico. Un primo incontro, tenutosi il 9 marzo 2015 presso la Regione Campania, cui hanno partecipato i rappresentanti della Dema, un rappresentante dell’Unione industriali di Napoli, nonché un rappresentante della Failms (Federazione autonoma italiana lavoratori metalmeccanici e servizi), per i lavoratori ha avuto esito negativo, poiché il sindacato in questione si è opposto fermamente a qualsiasi trasferimento della produzione nella sede di Brindisi».

«L’11 marzo 2015, i rappresentanti di Dema, Unione industriali di Napoli e sindacati (Fim-Federazione italiana metalmeccanici della Cisl, Fiom della Cgil, Uilm della Uil e rappresentanza sindacale unitaria degli stabilimenti di Somma Vesuviana e Pomigliano D’Arco) raggiungono un accordo – conclude il senatore – con cui si approva un piano di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale, prevedendo un periodo di cassa integrazione a partire dal 17 marzo 2015 ma anche, per quanto qui più interessa, il trasferimento di parte della produzione a Brindisi».

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