A San Giuseppe avanzano ancora le ruspe: disposti altri quattro abbattimenti

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Continuano a fare “rumore” le ruspe a San Giuseppe Vesuviano: dopo gli ultimi abbattimenti avvenuti in città e che hanno portato ad un forte dispiegamento di uomini e mezzi delle forze dell’ordine, oltre ad un certo numero di proteste, sono state programmate altre quattro procedure di demolizione di immobili abusivi realizzati negli anni in piena zona rossa del Vesuvio ed in qualche occasione persino nel perimetro che rientra all’interno del Parco nazionale protetto. Insomma, le ruspe non intendono fermarsi e adesso si fa veramente sul serio, facendo tremare tutti coloro che da tempo stanno cercando di regolarizzare la loro posizione, senza però essere riusciti a rientrare in alcuna sanatoria, e allo stesso tempo tutti quanti hanno già ricevuto diversi avvisi per il ripristino originale dei luoghi.

Molti di questi avvertimenti si stanno infatti trasformando di recente in provvedimenti di carattere esecutivo, con l’obbligo di agire da parte dei proprietari pena altrimenti l’intervento diretto del Comune con le proprie ditte: salvo naturalmente chiedere successivamente conto per via giudiziaria delle spese sostenute in merito. E dopo gli abbattimenti già avvenuti, il palazzo municipale ha emanato altre tre ordinanze di demolizione per un totale di quattro immobili da radere al suolo. Si tratta di due villette in fase embrionale realizzate nell’area di via Muscettoli e dove il blitz di alcuni anni fa delle forze dell’ordine bloccò la costruzione delle opere ancora in corso. Due scheletri rimasti a lungo chiusi all’interno di recinti e di fasce arancioni e che dunque nel giro di al massimo qualche mese finiranno al suolo per restituire nuovamente l’originale aspetto dei luoghi, nonostante i tanti tentativi da parte dei proprietari dei terreni di continuare con la costruzione delle due ampie abitazioni. Ed inoltre un terzo abbattimento riguarderà invece un immobile di circa quattrocento metri quadrati, e che in tutta probabilità nelle intenzioni doveva essere un piccolo capannone di carattere industriale. L’immobile era stato realizzato in via Muscettoli, quasi al confine con Poggiomarino, dove già in passato ci sono stati altri capannoni edificati senza alcuna autorizzazione e naturalmente in maniera del tutto priva del permesso di costruire.

Infine, il quarto provvedimento di demolizione è stato disposto per un manufatto messo in piedi all’interno di un podere terriero rientrante nei confini di un’area in pieno Parco nazionale del Vesuvio. Si tratta di un piccolo prefabbricato che in tutta probabilità poteva essere utilizzato come deposito per gli attrezzi ma anche magari per fare quasi da dimora a lavoratori sotto la ferita del caporalato. Costruzioni che andranno dunque giù finendo per portare insomma altri disordini a San Giuseppe Vesuviano, oltre che anche nelle città limitrofe dove resta lo spettro e la paura delle ruspe.

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