Scacco al clan Gionta: ecco le accuse ed i volti degli 11 arrestati


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Clan Gionta decimato, gli 11 finiti in manette ieri sono tutti destinatari di un ordine di carcerazione della Procura Generale della Repubblica di Napoli. I provvedimenti sono stati emessi dopo la sentenza definitiva della Cassazione (lo scorso 6 marzo) che ha chiuso lo storico blitz “Alta Marea” del 4 novembre 2008 che portò subito in carcere 76 persone, alle quali si aggiunsero i 12 ricercati ed altri 28 arresti alcuni mesi dopo.



La condanna, infatti, segue il procedimento a carico di 77 persone (la maggior parte già detenute) colpevoli a vario titolo di associazione di tipo mafioso, armi, estorsione e traffico di sostanze stupefacenti. I reati accertati risalgono agli anni tra il 2006 e il 2009, quando il clan Gionta “dominava” la scena. Tra gli arrestati di ieri, ad esempio, figura Antonietta Donnarumma, 47enne sorella minore di “donna” Gemma, la moglie del superboss Valentino Gionta. Dovrà scontare oltre 9 anni di reclusione. In manette sono finiti anche Maria Neve Chierchia, 46 anni, sorella dei boss Fransuà, storici alleati dei Valentini, la quale dovrà scontare la stessa pena.

Giuseppe Bruno, 26 anni; Gabriele De Felice, 49 anni; Antonio Gallo, 48 anni; Giuseppe Napoli, 29 anni; Alfredo Oliva, 30enne arrestato di recente durante un summit di camorra in un bar vicino Palazzo Fienga; Aniello Guarino, 29 anni; Amedeo Rosario Mas, 31 anni; Esterina Repino, 42 anni; e Catello Autiero, 53 anni. Tutti dovranno rimanere in carcere tra i 2 e i 10 anni, pene in parte già scontate in passato.

In 7, però, risultano irreperibili e uno dei ricercati è stato segnalato oltralpe, in Francia ma, assicurano i loro legali, si consegneranno tutti nelle prossime ore direttamente in carcere.

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