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Rapina e conflitto a fuoco sulla 268: i fratelli Prisco volevano farsi giustizia da soli

Volevano farsi giustizia da soli i fratelli Pasquale e Donato Prisco, gestori di fatto del supermercato Etè di Ottaviano, dove ieri pomeriggio due carabinieri fuori servizio e di stanza in Veneto, hanno messo a segno una rapina con il volto coperto e a mano armata da 1.300 euro, che ha avuto come tragico epilogo la morte di uno dei gestori di fatto del supermarket.

Dopo il colpo, i Prisco sono stati avvertiti da un dipendente del market: i fratelli hanno subito dato il via a una missione punitiva. In otto, tra i Prisco e loro dipendenti, anche di un altro market, sono partiti a bordo di due auto – una Volkswagen Polo e una Audi A3 – alla ricerca dei due carabinieri-rapinatori, in fuga su una Lancia Lybra SW. L’auto dei malviventi è stata raggiunta e poi speronata sulla strada statale 268, all’altezza della zona industriale di Ottaviano. Tutti sono scesi dalle vetture: è scoppiata una violentissima colluttazione culminata con la reazione dei carabinieri che, verosimilmente con le loro armi di ordinanza, hanno sparato contro gli aggressori, ferendone alcuni.

Loro stessi sono rimasti feriti. Uno ha riportato una frattura delle ossa facciali, l’altro da un colpo di pistola al gluteo. Non è ancora chiaro se che anche gli inseguitori fossero armati. A fare luce sulla circostanza saranno gli esiti dell’esame dello stub, eseguito su tutti i feriti.

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