La brutta storia della rapina al supermercato Etè, con tanto di sparatoria sulla Statale 268 che ha provocato un morto e 9 feriti, nasconde la storia di Claudio Vitale, carabiniere spedito a lavorare a Venezia perché nell’area vesuviana pare che avesse brutte frequentazioni. Nato a Cercola e residente a Terzigno da diversi anni, di lui si narra di un passato buon militare fino a qualcosa che avrebbe sconvolto la sua vita. Così per il 41enne cominciano le storie difficili, fino alla decisione dell’Arma di mandarlo a Venezia, più lontano possibile da Napoli e provincia.

Qui, conosce Jacopo Nicchetto, 33 anni di Chioggia. I due, chissà come, decidono in congedo temporaneo di mettere a segno il colpo da 1.300 che li ha portati in arresto e ad affrontare otto uomini a cui pare abbiano sparato con decisione sulla “superstrada della morte”. Anche a Terzigno, dunque, c’è sgomento per il fatto accaduto. Pare che Vitale avesse contratto debiti di gioco, da qui la rapina al supermercato insieme al collega.

Intanto vanno avanti le indagini per cercare di chiudere il cerchio intorno al caso che ha sconvolto Ottaviano e l’intera area vesuviana. Bisogna stabilire chi ha esploso le pallottole che hanno ucciso il 28enne Pasquale Prisco, figlio del titolare dell’attività commerciale rapinata.

claudio vitale