I Fabbrocino e la sua costola del clan poggiomarinese dei Giugliano stanno provano ad “attaccare” la Toscana e particolarmente partendo dalla zona di Arezzo, dopo che l’influenza della cosca è già giunta in maniera ufficiale in aree come l’Umbria. Nella relazione ultima della prima Commissione (Affari istituzionali, programmazione e bilancio) del Consiglio regionale della Toscana, emergono infatti particolari che vanno oltre i fatti già noti.

E si parte proprio dall’arresto avvenuto nel 2010 del cognato di “’O Savariello”, Paolo Orlanducci catturato dai carabinieri a San Giovanni Valdarno, in provincia di Arezzo, dopo essere sfuggito ad un blitz appena un anno prima. Nella relazione, infatti, si legge che il clan Giugliano gestisce per conto dei Fabbrocino il settore degli appalti e delle estorsioni, risultando addirittura alleata con i potenti Casalesi. «Per quanto riguarda Arezzo, a Arezzo i Casalesi controllano – scrive la commissione, che poi fa riferimento proprio a Orlanducci – è importante l’accenno alla normativa nuova che è stata approvata ora, con il decreto anticorruzione, sulla white list in tema di appalti. I Casalesi sono forti nella zona di Altopascio e nella zona di Arezzo e di San Giovanni Valdarno, perché? Perché sono riusciti ad acquisire un parziale controllo dell’attività edilizia: ecco perché vanno lì».

Orlanducci, ritenuto tra gli elementi più pericolosi della compagine camorristica dei Giugliano, è quindi ritenuto responsabile della gestione affaristica del clan nel settore degli appalti e delle estorsioni. Motivo per cui sarebbe stato inviato dal cognato e boss Antonio Giugliano nella zona aretina, per conto dei Fabbrocino che a loro volta avevano questo “patto” con i Casalesi.

giugliano antonio