Interrogati confessano tutto: Claudio Vitale e Jacopo Nicchetto, dunque, hanno ammesso davanti al Gip di avere rapinato il supermercato Etè ad Ottaviano e soprattutto di avere esploso i colpi d’arma da fuoco sulla Statale 268 che hanno ucciso il 28enne Pasquale Prisco e ferito gravemente il fratello Donato ed altri dipendenti dell’attività commerciale.

I carabinieri-rapinatori ammettono dunque anche di avere utilizzato la pistola d’ordinanza. Ad esplodere i colpi è stato Nicchetto, il 33enne veneziano, che però spiega di avere avuto paura per la reazione delle otto persone arrivate sulla “superstrada della morte”: in sostanza il carabinieri complice di Vitale avrebbe a suo dire esploso i colpi, una quindicina, per legittima difesa.

C’è attesa, inoltre, per l’autopsia sul corpo di Prisco, che dovrebbe tenersi nei prossimi giorni. La salma è al policlinico di Napoli in attesa dell’esame medico, al termine del quale il corpo potrà essere restituito alla famiglia. A quel punto si terranno i funerali, probabilmente nella chiesa di San Gennarello, frazione di Ottaviano.

268 sparatoria