Sono stazionarie le condizioni delle nove persone ferite nella rapina compiuta ieri nel supermercato Etè di Ottaviano, conclusasi con la morte di uno dei gestori di fatto del supermarket, Pasquale Prisco, di 28 anni. Il giovane era rimasto ferito nel conflitto a fuoco avvenuto sulla strada statale 268, all’altezza della zona industriale di Ottaviano, con i carabinieri-rapinatori in fuga ed era stato poi sottoposto a un lungo e delicato intervento chirurgico nell’ospedale di Sarno, dove è morto nella notte.

Ferito all’addome anche il fratello di Pasquale, Donato, 24 anni, quest’ultimo ricoverato nell’ospedale di Nocera Inferiore le cui condiziono sono considerati gravi ma stabili. Feriti anche tre dipendenti del supermercato Etè: Antonio Susini, 33 anni; Pasquale Mellone, 25 anni; e Gaetano Mastellone, di 25 anni. Anche due rumeni, dipendenti di un altro market riconducibile ai Prisco, rispettivamente di 29 e 27 anni, sono rimasti feriti e sono tuttora ricoverati nell’ospedale di Sarno. La decima persona ferita, ancora una volta da un colpo d’arma da fuoco all’addome, è Biagio Bifulco, 43 anni, anche lui dipendente dell’altro market gestito dai Prisco. I due carabinieri-rapinatori si chiamano Claudio Vitale, 41 anni, di Cercola e Jacomo Nicchetto, 33enne di Chioggia (Venezia). Entrambi sono stati trasferiti in un istituto penitenziario-ospedaliero di Salerno.

Di stanza in Veneto, da tempo Vitale e Nicchetto non ricoprivano più mansioni investigativo-operative. Pasquale e Donato Prisco, i due gestori di fatto dell’Etè, sono figli di Angelo Prisco che nel 2012 è stato coinvolto in un’inchiesta della Dia culminata in un sequestro di beni. Da questa vicenda Angelo Prisco è stato completamente scagionato.

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