Omicidio Buonvolere, sgarro o vendetta contro il fratello Enrico: camorristi sotto torchio


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L’omicidio di un 21enne va punito subito, così i carabinieri stanno passando al pettine i pregiudicati della zona tra il Piano Napoli di Boscoreale e la zona al confine di Torre Annunziata. Le piste più battute dagli investigatori sono: due uno sgarro di camorra o una vendetta trasversale.



Il 21enne Mauro Buonvolere, ucciso come un boss, era infatti il fratello di Enrico, che nella zona gestiva una fiorente piazza di spaccio prima di finire nell’operazione Tortuga: ancora oggi il maggiore dei Buonvolere si trova in carcere. Molti pregiudicati vicini ai clan della zona, gli Aquino-Annunziata ed i Gionta, sono stati ascoltati in queste ore dalle forze dell’ordine per capire da chi sia partito l’ordine di uccidere.

L’esecuzione, infatti, è stata davvero violenta: sei colpi di pistola, tre direttamente in faccia che nel linguaggio della camorra significa “sfigurare il volto”, insomma una punizione esemplare, qualcosa che va anche oltre il “normale” omicidio.

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