Ministro macedone a San Giuseppe, il Gruppo Cittadino: «Anche da noi meno tasse»


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«La recente visita del ministro macedone, nel nostro paese, avrebbe dovuto costituire, a nostro avviso, un valido spunto di riflessione per i nostri politici locali. In particolare, si doveva cogliere l’occasione per sottolineare l’importanza di incentivare le nostre imprese locali, in un periodo di grave crisi economica, tramite misure atte a garantire la nascita di nuove aziende, un sostegno più concreto a quelle già esistenti e, soprattutto, il ritorno delle aziende che negli ultimi anni hanno dislocato in altri territori grazie a misure fiscali troppo più vantaggiose». A parlare è il Gruppo Cittadino San Giuseppe Vesuviano.



«Nella stessa Macedonia, ad esempio – continua la nota – vige un regime di  tassazione zero nelle zone franche per dieci anni, una esenzione totale del pagamento dell’Iva e dei diritti doganali per le produzioni destinate all’esportazione, oltre alla concessione di terreni fino a 99 anni a tassi favorevoli. Inoltre, in quei territori, è possibile giovare di una connessione gratuita ai sistemi di erogazione di servizi essenziali come acqua, luce e gas, e di una manodopera qualificata a 700 euro lordi mensili. Infine, urge sottolineare che, in Macedonia, la costituzione e la registrazione di una nuova impresa avviene in sole quattro ore, mentre in Italia occorrono oltre 40 moduli ed altrettanti giorni. In questi territori, tra l’altro, i Comuni mettono a disposizione delle aziende interessate ad investire un efficace sistema di supporto, in particolare tramite la costituzione di appositi uffici preposti, cosa che non avviene in Italia, soprattutto in quei comuni, tra cui San Giuseppe Vesuviano, che sono rientrati nel regime delle zone franche urbane».

Oggi, i nostri politici, si riempiono la bocca parlando di sviluppo e di ripresa della nostra economia – conclude il gruppo – senza promuovere alcuna misura concreta che possa incentivare quei pochi imprenditori rimasti ad investire nei nostri territori. Noi diciamo no alla demagogia, difendiamo il nostro futuro».

geri naumof

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